GEAPRESS – 908.002 nel 2007, 864.318 nel 2008, 830.453 nel 2009 = 2.602.773 gli animali “utilizzati” nei laboratori in Italia. Questi i dati ufficiali della “ricerca” medica. Ma quanto sono veramente gli animali torturati e uccisi nei laboratori? Ad esempio nella “ricerca” militare?

Il Ministero della Salute, come previsto dal Decreto  legislativo 116/92, rende noti i dati sull’utilizzo degli animali nei laboratori di vivisezione.
I dati sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana Serie generale  n° 53 del 5 marzo 2011.
“Tabelle, con relative note esplicative, concernenti i dati relativi al numero di animali utilizzati in Italia per fini scientifici o sperimentali nel triennio 2007/2009”.
Il Ministero della Salute, “secondo quanto sancito dall’art.15, comma1, del D.lgs. 116/92, raccoglie i dati statistici sull’utilizzazione di animali a fini sperimentali in base agli elementi contenuti nelle richieste di autorizzazione, nelle comunicazioni ricevute nonché nelle relazioni presentate ogni anno dai responsabili degli ‘stabilimenti utilizzatori’ autorizzati e li pubblica ogni tre anni nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana”.
I dati statistici sono raccolti dal Ministero con tabelle concordate in ambito europeo, affinché i dati raccolti siano uniformi in tutti i Paesi membri.

I numeri della strage, suddivisi per specie:
1.663.314 Topi (Mus musculus ),
628.925 Ratti (Rattus norvegicus),
38.687 Porcellini d’India (Cavia porcellus),
2.332 Criceti (Mesocricetus),
2.972  altri Roditori (altri Rodentia),
29.365 Conigli (Oryctolagus cuniculus);
34 gatti (Felis catus),
2.571 Cani (Canis familiaris), 
20  Furetti (Mustela putorius furo),
186 tra Cavalli, Asini ed incroci (Equidae),
9.133 Suini (Sus),
116 Caprini (Capra),
1.386 Ovini (Ovis),
1.228 Bovini (Bos),
90 Scimmie del Nuovo  Mondo (Cedoidea)
1.190 Scimmie del Vecchio mondo(Cercopithecoidea),
568 altri Mammiferi (altri Mammalia),
272 Quaglie (Coturnix coturnix),
97.248 altri Uccelli (altri Avies),
1.079 Rettili (Reptilia),
772 Anfibi (Amphibia),
59.881 Pesci (Pisces).

Gli animali utilizzati hanno diversa provenienza, dall’Italia 2.483.195, da altre fonti CE 70.965, da Paesi membri del Consiglio d’Europa aderenti alla Convenzione ETS 123 (Stati membri dell’Ue esclusi) 461, da altre fonti 48.332.
Gli animali utilizzati per più esperimenti (detti “riutilizzati” nelle tabelle!) sono stati 6.652.

Per che cosa sono stati utilizzati.
Studi biologici e di base, 1.275.433. Ricerca e sviluppo di prodotti per apparecchi  per medicina umana, odontoiatria e medicina veterinaria (escluse prove tossicologiche e di innocuità),  618.746. Produzione e controllo di qualità di prodotti ed apparecchi per medicina umana ed odontoiatria, 320.410. Produzione e controllo di qualità di prodotti per apparecchi per medicina veterinaria, 63.478. Studi tossicologici e prove di innocuità (anche di prodotti ed apparecchi per medicina umana, odontoiatria e medicina veterinaria), 197.595. Diagnosi delle malattie, 75.640. Istruzione e formazione (dell’incantevole vivisettore! ndr), 1.925. Altri fini, 49546.

In 105.552 sono stati usati per prodotti/sostanze per medicina umana, odontoiatria e medicina veterinaria.
2.932 per prodotti/sostanze utilizzati principalmente in agricoltura e  5.568 per prodotti usati nell’industria.
Per testare gli additivi alimentari umani 1.435, per gli additivi alimentari per il consumo animale 1.750.
Per i contaminanti potenziali o reali dell’ambiente in generale (non contemplati in altre voci della tabella), 10.310.
Per altri studi tossicologici o prove di innocuità, 46.891.
Per studiare le malattie cardiovascolari umane, 69.378.
Per i disturbi nervosi e  mentali umani, 332.635.
Cancro nell’uomo (escluso lo studio per rischi di carcinogenesi), 371.898.
Altre malattie umane, 560.422.
Per gli studi relativi alle malattie animali, 30.311.

A cosa servono gli oltre 59mila pesci? Dalle tabelle si evince che sono utilizzati per i test di tossicità cutanea, forse per le novelle sirenette, visto che la pelle umana normalmente non ha scaglie o squame.
E la moltitudine usata per lo studio inutile, oltre che dannoso, di malattie umane come i disturbi nervosi o mentali, o il cancro?

La vivisezione è divenuta un immenso business al quale i profittatori non vogliono più rinunciare, un’industria estremamente lucrativa che opera nel buio, poiché i media hanno il divieto perentorio di parlarne: grandi allevamenti, per lo più sotterranei, di animali condannati a venire al mondo in un habitat di cemento e di morirci senza mai aver visto la luce del giorno, né altri esseri umani se non i loro torturatori; e poi tutta l’infrastruttura di fabbriche di gabbie, di incubatrici, di mangimi in pillole, di apparecchi di contenzione, di strumenti elettronici d‘analisi e di tortura sempre più sofisticati. I soli Stati Uniti consumano più di 100 milioni d’animali da laboratorio all’anno, l’Europa certamente ben presto altrettanti dopo che Bruxelles ha imposto questi test fraudolenti a tutti i membri del Mercato Comune per sostenere i commercio della malattia”  Hans Ruesch
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