GEAPRESS – Avverrà il prossimo 19 giugno la conferma della registrazione, da parte della Commissione europea, del testo di iniziativa popolare europea con il quale si chiede l’abrogazione della famigerata direttiva 2010/63/UE, ovvero la cosiddetta “direttiva vivisezione”.

Ad annunciarlo è la LEAL (Lega Antivivisezionista) e il Comitato Scientifico Equivita, che invitano i cittadini a seguire l’iter della prossima consultazione presso il sito web appositamente predisposto per l’importante evento (VEDI SITO WWW.STOPVIVISECTION.EU).

Tutti pronti, dunque. Fino al 19 giugno 2013 si dovranno raccogliere un minimo di un milione di firme valide in non meno sette paesi dell’Unione. Il tutto, per dire no ad un provvedimento mascherato sotto la titolazione della “protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici” ma che in realtà, per gli animalisti e non solo, è giusto appellarlo con il suo vero nome, ovvero “direttiva vivisezione”.

A promuovere l’iniziativa è un apposito Comitato internazionale, rappresentato in Italia dalla LEAL e da Equivita.

Quello che occorre è una nuova proposta di Direttiva – affermano LEAL ed Equivita – finalizzata al definitivo superamento della sperimentazione animale. Un provvedimento che renda finalmente obbligatorio per la ricerca biomedica e tossicologica, l’utilizzo di dati specifici per la specie umana in luogo dei dati ottenuti su animali“.

Accedendo al sito curato dalla LEAL e dal Comitato Scientifico Equivita, sarà possibile essere aggiornati sugli eventi. Attesissimo, ovviamente, il giorno di avvio della raccolta delle firme.

Un milione di firme sono tante, ma non impossibili da raggiungere. Anzi, se un milione di firme vengono evidentemente ritenute sufficienti a mettere in moto il processo, bisogna essere in grado di raccoglierne molte di più. Proviamo a contarci, dunque, e tentare in tal maniera di fare vedere, in quanti sono sensibili al vero benessere degli animali. Quello, cioè, privo di bisturi, aghi ed altri strumenti dell’uomo. Tutti pronti, dunque, a seguire www.stopvivisection.eu. Il punto di non ritorno per le lobby dei vivisettori potrebbe essere stato tracciato.

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