GEAPRESS – Forse questo non potevano aspettarselo. Gli account Facebook dei vari europarlamentari che lo scorso otto settembre hanno approvato la Direttiva in favore della vivisezione, stanno patendo in queste ore una vera e propria ribellione da parte degli “amici”. Gran lavoro per assistenti e collaboratori. Non finiscono di cancellare un messaggio e già ne compare un altro. In molti casi gli (ex) amici dei parlamentari hanno tolto il loro volto dal riquadro fotografico che caratterizza facebook ed hanno messo un scritta inequivocabile: “08/09/10 – revisione della direttiva 86/609 sulla vivisezione – EUROPA: VERGOGNA!”.

Sono migliaia e non stanno dando tregua. I parlamentari, messi alle strette, in alcuni casi rispondono. L’Onorevole Pittella, invia a tutti una incredibile giustificazione sulla base di un improbabile regolamento dei lavori parlamentari (vedi articolo GeaPress). Scende in campo addirittura il Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro, dicendo che la direttiva da lui votata è buona così come dice la lobby animalista (vedi articolo GeaPress). In questo caso, però, ha regione, ma solo sulla scandalosa lobby animalista. Risponde pure l’On.le Pino Arlacchi, è quasi un mia culpa per non essere stato informato e poi il testo è stato pure approvato dai Verdi (vedi articolo GeaPress). Tutto o quasi a conferma dell’intervista shock all’On.le Sonia Alfano (vedi articolo GeaPress) che ha votato contro: bene che vada, nessuno li aveva mai informati su che cosa stavano votando.

Proponiamo una veloce rassegna della autolesionistica disgregazione delle pagine Facebook di tutti i parlamentari italiani che al Parlamento Europeo hanno votato in favore della vivisezione. Sono talmente pochi quelli che si salvano da far pesare che in questi casi qualcuno stia sempre lì, pronto a cancellare messaggi e verosimilmente ex amici-elettori.

Avevano una volta Facebook

Ad Herbert Dorfmann (SVP), proprio sotto una sua foto, gli amici in rivolta gli hanno incollato un gatto vivisezionato. Le orrende ma veritiere fotografie diventano addirittura quindici nell’account di Elisabetta Gardini (Pdl) la quale si ritrova pure locandine di monete dorate, ed un “chiuso per lutto dell’Unione Europea”. Un solo gatto mezzo aperto ed incannulato per Mario Pirillo (PD), mentre nelle pagine di Vittorio Prodi (PD), foto e finanche video di animali maciullati sono interminabili. In più commenti relativi a scimmie sventrate e gatti decortecciati a lui dedicati. A dire il vero, nel caso di Prodi, viene il dubbio che un biricchino animalista abbia aperto una pagina a lui indubbiamente dedicata. Oggetto: la votazione pro-vivisezione. Gli account Facebook “non originali” intestati ai vari europarlamentari, infatti, sono in queste ore comuni tanto quanto gli inserimenti degli (ex) amici nelle pagine realmente corrispondenti al politico.

Un account da altri a lui intestato lo deve aver avuto dedicato, ad esempio, Fiorello Provera (LN) sommerso di brutti sogni fotografici che per gli animali, però, sono realissimi. Stesso discorso per Sergio Berlato (Pdl). La sua vera pagina, invece, è pulita. Forse l’Onorevole molto amato dai cacciatori ha imparato a difendersi e non tiene alcuna bacheca pubblica. Top secret, pertanto.

Mara Bizzotto (LN), che ancora non ha avuto il piacere di un account mendace, ha nella sua pagina ufficiale un gatto costretto nel lettino del vivisettore. Praticamente sommersa la pagina di Luigi Berlinguer (PD). La cosa più gentile che gli viene detta è un “vergognati” con tre punti esclamativi. E non parliamo delle foto. Una tremenda foto di gatto passato dalle mani dei vivisettori appare appena sotto una sigla del PD. Di nuovo una pagina mendace per Vito Bonsignore (Pdl). La bacheca si apre con un augurio di incontrare un Pit bull idrofobico in un vicoletto buio, segue la carrellata degli orrori. Tutt’ora pulita, invece, la sua pagina ufficiale così come illibatissima è pure quella di Roberto Gualtieri (Pd). Vincenzo Iovine (IDV) si ritrova invece un gatto ricucito sotto il simbolo di Di Pietro.

Pulitissima è ancora la pagina di Salvatore Iacolino (Pdl), mentre al corregionale siculo Giovanni La Via, fa capolino tra i suoi amici qualcuno che ha inserito il “vergogna europa” che sta riempendo Facebook. Tale Karlotta è riuscita a penetrare nella pagina di Gabriele Albertini (Pdl) ed ha lasciato il segno. A Madgdi Cristiano Allam (Pdl) l’onore di ben due account mendaci. Vi lasciamo immaginare. Alfredo Antoniozzi (Pdl), invece, si deve accontentare di una sola pagina non ufficiale a lui dedicata e vivisezionata, così come la sua collega di partito Roberta Angelilli. Sul Facebook di Antonello Antinoro (UDC) non molto sotto un suo post su “solo infamie su di me” (ovviamente non riferito alla vivisezione) compaiono gatti sezionati ed una locandina del film “La confraternita dei beati” accompagnata da una incomprensibile frase: “Il nostro film, stenta a decollare, la tua presenza importante, siamo con te”. Sembra quasi una esoterica raccomandazione. Il gatto sezionato, invece, rispunta sotto la foto con la scritta “europa andiamoci assieme” di Raffaele Baldassarre (Pdl).

Nella pagina scamuffa dedicata a Pino Arlacchi (Pd) le solite decine di animali a pezzettini nei lettini di contenzione. Sotto le radici e tradizioni di Claudio Morganti (LN) compare di nuovo Karlotta. Questa volta, però, si rifà al circo ed ai suoi clown. Il faccione di Pier Antonio Panzeri (Pdl) non campare invece nel Facebook parallelo, sostituito da un gattino stecchito e molto altro ancora. Alfredo Pallone (Pdl) non ha bacheca, chissà.

Aldo Patriciello si deve accontentare del solito onnipresente gatto incannulato, ma ha anche lui il suo Facebook parallelo. Tutto ok per Licia Ronzulli (Pdl), così come per Potito Salatto (Pdl). Irrintracciabile Oreste Rossi (LN), mentre il collega di partito Matteo Salvini di pagine parallele ne ha già fin troppe anche se con la vivisezione non c’entrano niente. Nessun Facebook per Sergio Silvestri (Pdl), mentre a Salvatore Tatarella, tra una foto dell’amato Presidente della Camera ed un’altra del movimento Patria e Popolo compare sempre il gatto incannulato. Niente da fare per Francesco Speroni (LN), Lorenzo Fontana (LN) e Carlo Fidanza (Pdl), sono ancora non manomessi. Recupera però alla grande la povera Iva Zanicchi (Pdl) che come minimo si becca …. (irripetibile). Lei addirittura ha due Facebook, entrambi non ufficiali. Clemente Mastella (UDE – PDL) ha pure due account, ma solo uno è ufficiale. Ad ogni modo, tutti e due, può buttarli nel cestino. Nonostante l’entità della ribellione è raro, infatti, trovarne altri per abbondanza di foto, commenti e filmati, tutti sulla vivisezione. Nessun ritrovamento per Mario Mauro (Pdl) mentre l’iper sorridente Barbara Matera (Pdl) oltre agli account degli improbabili sostenitori della politica, ne annovera uno a lei orrendamente dedicato sulla vivisezione. Nel suo account ufficiale, invece, aggiornato al mese di giugno sbandierando allegrissima le sue 130.233 preferenze (non può crederci neanche lei) si ritrova in compagnia di scimmie con gli occhi cuciti, cani sbrindellati, conigli ingabbiati, gatti incannulati, tutti tra il suo fluente sorriso. Nelle pagine di Erminia Mazzoni (Pdl) compare tale Roberta che educatamente chiede e la solita impertinente Karlotta. Nulla di trovato per Gianni Collino (Pdl) mentre per Paolo De Castro (PD) è un continuo ripetersi di improbabili giustificazioni per l’aver votato a favore della vivisezione. Nulla per Lara Comi (Pdl) mentre per Ciriaco De Mita vi sono più account paralleli, tutti sulla vivisezione. Per Mario Borghezio (PN), rintracciare il suo Facebook ufficiale, ammesso che ce l’abbia, è un pò difficile. Ve ne sono tanti a lui dedicati, anche qui di improbabili ammiratori. In compenso i messaggi anti vivisezione appaiono un pò ovunque. Pulitissimo l’account di Carlo Casini (UDC) nel senso che è sicuramente il suo ma completamente vuoto, mentre pieno di orrenda vivisezione è quello di Antonio Cancian (Pdl). Concludiamo con la pagina di Sergio Cofferati (Pd), aperta realmente dai suoi fans è stata devastata dagli amici antivivisezionisti. Evidentemente hanno smesso di volergli bene. Su www.geapress.org è possibile rintracciare le dichiarazioni di alcuni di loro. Dopo l’otto settembre, alcuni fuggono, altri si arrendono, qualcuno di converte.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).