GEAPRESS – Arriva nel Parlamento di Strasburgo il testo sull’iniziativa legislativa popolare, già concordato dai Deputati con il Consiglio e la Commissione. Un milione di firme per presentare alla Commissione una Proposta di Legge europea che parta veramente dalla volontà dei cittadini europei. Lo strumento, inserito all’ordine del giorno della sessione plenaria del 13-16 dicembre, era stato previsto già dal Trattato di Lisbona.

E’ questa, secondo l’On.le Sonia Alfano (IdV), la maniera di riacciuffare la Direttiva vivisezione, sbandata per lobby e noncuranza, lo scorso otto settembre. Convincere gli eurodeputati ad esaminare prima possibile una nuova proposta. Non tra vent’ anni quando qualcuno deciderà che è venuta l’ora di mandare in pensione il testo dell’otto settembre (… e chissà in che direzione, poi). Un testo scandaloso che ha lasciato mano libera ai vivisettori ed al libero arbitrio degli Stati membri i quali ora, approvando (come è ovvio sperare che sia) un recepimento nazionale particolarmente restrittivo, rischiano di fare concentrare le lobby del farmaco negli Stati dove meno sentita è l’esigenza del benessere animale.

Per questo il vero nocciolo della questione rimane la Direttiva Europea ed i suoi mille falsi principi. Falsi, ancorché enunciati articolando sempre al condizionale. Tutto previsto con possibilità di essere disatteso.

E’ molto probabile che la prossima settimana il provvedimento sull’iniziativa legislativa popolare venga approvato – ha dichiarato a GeaPress l’On.le Sonia Alfano – Interverrò sicuramente nei lavori d’Aula e la Direttiva sulla sperimentazione animale deve essere il primo campo d’azione della innovativa norma. Bisogna lavorare, però, affinché questa divenga immediatamente esecutiva“.

Il rischio, infatti, è che vengano previsti tempi non brevi per l’attuazione del provvedimento, da alcuni riferiti in circa due anni. Un ulteriore dilungamento che accavallandosi con i recepimenti nazionali della pessima Direttiva dell’otto ottobre, rischia di ingarbugliare inutilmente quanto da noi tutti augurato, ovvero la cancellazione della Direttiva dell’otto settembre. Non ci vorrebbe poi molto, basterebbe che le belle parole al condizionale, mille volte abusato nel suo testo, si esprimessero con degli imperativi. Se l’Europa vuole i test alternativi li preveda e lo faccia veramente, senza “dovrebbe” e soprattutto (come recita la Direttiva fin dalle premesse) senza dovere parlare di animali in funzione di “scambi di prodotti e sostanze”. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).