GEAPRESS – In programma  è fissato per oggi e domani, il sit-in alla Sigma Tau di Pomezia (LT). Uno dei clienti di Green Hill in compagnia, sempre a Pomezia, del Research Toxicology Centre. La manifestazione, promossa da un gruppo di cittadini, non può che ricollegarsi allo sviluppo delle proteste in atto presso l’allevamento di cani beagle di Montichiari (BS). Forse, ha inciso anche la recente pubblicazione dei dati relativi all’invio dei cani proprio a Pomezia. (vedi articolo GeaPress). Del resto, il volantino diffuso dagli stessi organizzatori del sit-in di questo fine settimana, così titola “Prodotto a Montichiari, rottamato a Pomezia – da Montichiari a Pomezia, il tragitto della sofferenza“.

Il fatto finora inedito è il contatto avvenuto tra alcuni dipendenti della Sigma Tau e il gruppo di cittadini di Pomezia che ha deciso di dare vita al sit-in. Una base comune, sebbene con indirizzi diversi, è sicuramente la protesta. Quasi 600 lavoratori in veloce prossima cassa integrazione. L’azienda, come ha dichiarato nei giorni scorsi l’Assessore regionale del Lavoro e della Formazione, Mariella Zezza, non ha informato di questo neanche gli uffici regionali. I contatti finora avuti tra animalisti e lavoratori, sono comunque poco più che casuali e probabilmente, almeno tra i ricercatori (anch’essi minacciati dalla cassa integrazioni) c’è chi ha storto il naso. Tanti problemi sul lavoro e la possibilità che la Sigma Tau possa essere venduta con poche decine di dipendenti residui.

Ed i cani? Secondo quanto appreso da GeaPress, presso la Sigma Tau, dovrebbero essercene dieci. Ad ogni modo, sul numero, neanche tra chi lavora presso gli stabilimenti di Pomezia, c’è accordo. Forse dieci, oppure diciotto. Potrebbero, infatti, non provenire tutti da Green Hill, oppure essere di spedizioni antecedenti a quelle di quest’anno. Di sicuro ne ha molti di più il Research Toxicology Centre (campus Menarini). Anche per il gruppo fiorentino, sono riaffacciati brutti discorsi sul lavoro, ma facevano seguito ai mal di pancia dei vertici aziendali, conseguenti ad una nuova inchiesta della magistratura.

Intanto, anche a Montichiari prosegue la protesta. Stanotte, nel presidio lungo la strada per gli stabilimenti, hanno dormito in dodici e per oggi sono previsti nuovi arrivi. Ieri, nel tardo pomeriggio, la notizia più bella. Sebbene con un timido cenno telefonico, dal presidio hanno potuto parlare con Alexander, il manifestante antivivisezionista colpito nei giorni scorsi da arresto cardiocircolatorio. Preghiere oppure no, la speranza non è mai venuta meno. 

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