GEAPRESS – Un corteo con tensioni, sicuramente non condivise dalla stragrande maggioranza delle persone ieri presenti a Correzzana per la manifestazione anti Harlan. Anzi, molti dei partecipanti non si sono neanche accorti di quanto stava succedendo. Eppure gli ingredienti per compromettere abbastanza quanto finora creato, ci sono tutti. Scontri, in alcuni casi anche fisici, in fondo al corteo. Non con i vivisettori, ma tra gli animalisti, dal momento in cui va comunque considerata la buonafede, al di là di interpretazioni ideologiche, sull’uso del termine.

Più o meno, però, sono tutti d’accordo nel dire che in qualche maniera, sui fatti di ieri, c’entra il pullman arrivato da Torino. Per il resto, tra i diversi contendenti, le divisioni sono pressoché totali.

In genere, però, chi chiude il corteo è anche quello che vede chi entra. Se vogliamo, chi deve entrare e chi no. Lì avrebbe preso posizione il gruppetto arrivato proprio da Torino.

Per Giuliano, del Coordinamento Fermare Green Hill, la situazione è ad ogni modo degenerata. Quel gruppetto era forse lì per tenere lontani i militanti di 100% Animalisti dove storica è la polemica di matrice ideologica. Su tutti, però, è ora piombato un nuovo soggetto. Occupy Green Hill da poco traghettato come Animal Amnesty. Prima dello sciopero della fame del dicembre scorso, indetto nella piazza di Montichiari, non si era sentito parlare di loro. Animal Amnesty, invece, è una sigla antica dell’animalismo, ora risorta.

Una divisione, quella tra il Coordinamento Fermare Green Hill ed Occupy Green Hill – Animal Amnesty, che appare molto profonda. Forse, ancor di più rispetto ai 100% Animalisti. Beghe di poco conto oppure qualcosa di più, visto che le manifestazioni qualcuno le deve pur organizzare? Chi organizza, poi, è anche leader di un movimento.

Giuliano è dispiaciuto per quanto successo ai partecipanti di Animal Amnesty, ingiustamente coinvolti ma con preghiera di aprire gli occhi su dove stanno andando. Si, perché riprendendo una storia ormai da un po’ di tempo circolata negli ambienti animalisti, Occupy Green Hill, ora Animal Amnesty, sarebbe un po’ troppo vicino alla Brambilla. Persone alle quali gli storici iniziatori del movimento anti Green Hill, non concedono nulla. Secondo il Coordinamento, inoltre, il nuovo movimento li avrebbe copiati in tutto.

Una campagna, quella del Coordinamento, che secondo Giuliano porta “contenuti“. Per il resto si tratta, dice sempre Giuliano, della fortuna di facebook. L’allusione è chiara. Occupy Green Hill è balzato molto velocemente a quasi 40.000 condivisioni ed il recente passaggio ad Animal Amnesty è già stato seguito da 16.000 utenti. Un’esplosione che avrebbe così tolto visibilità alla campagna del Coordinamento Fermare Green Hill.

Ad ogni modo, per quanto successo ieri, si attende un comunicato del Coordinamento ma fin da ora, Giuliano chiede scusa per le degenerazioni. Circa il gruppetto dei centri sociali torinesi, c’erano.

Il leader di Animal Amnesty, Piercarlo Paderno, rispedisce però al mittente le allusioni sulla Brambilla. “Il nostro è un movimento di persone – riferisce Piercarlo Paderno a GeaPress – niente bandiere di partiti, ma la Brambilla, come altri politici, è una cittadina. Libera di partecipare.” aggiunge Paderno.

Per Animal Amnesty, che accusa spintoni, sputi e frasi offensive nei confronti dei suoi attivisti, chi sta in fondo al corteo, come nel caso del gruppetto di Torino, decide chi deve entrare.

Di fatto, in fondo al corteo vi era un cordone di Polizia che teneva separati i militanti di 100% Animalisti. Poi, oltre quel cordone, il gruppetto di Torino. E’ qui che sono sorti i problemi che già, prima dell’arrivo della Polizia, si erano avuti con i militanti di 100% Animalisti accusati di essere “fascisti“.

Oltre allo scontato desiderio di essere capofila di un movimento animalista che sembra continuare a rimanere fuori dalle Associazioni storiche, quello che appare tra i due diversi contendenti è la gestione del corteo, inteso come paternità. Nostro e loro, mio e tuo.

Non è così tremendo nessuno di loro” riferisce a GeaPress Fabiana Russo, responsabile per la Regione Toscana di Animalisti Italiani, ieri presente a Correzzana. Tanto Fabiana vuole mettere in evidenza quello che in realtà è stato, ovvero il successo di una massa sempre più crescente di persone, che nicchia pure sul fatto che alcune bandiere di Animalisti Italiani sarebbero state tolte con decisione per mano del famoso gruppetto di Torino. “Ma, no so – riferisce Fabiana Russo – all’inizio le bandiere c’erano e poi non le ho viste, non me ne sono interessata. Quello che è certo – aggiunge la responsabile animalista – è che c’era tanta gente. Neanche tra le opposte tendenze è così vero che non ci siano persone con le quali non si possa parlare“.

Sta di fatto che chi non ha interesse al successo delle tematiche animaliste, di quanto successo ieri farà tesoro. Ignorerà il 99,9% delle persone che hanno manifestato, focalizzando solo sullo sparuto gruppo. Tanta confusione si è venuta a creare che è anche difficile, con un corteo a tenuta stagna, riferire di stime attendibili sul numero dei partecipanti, sicuramente gioiosi e ignari di quanto stava succedendo (vedi fotogallery). 800, per chi era nelle retrofile, 1000-1500 per chi appena oltre, fino ai 3000-5000 riportate da Giuliano del Coordinamento Fermare Green Hill.

Non sono riuscito ad andare oltre quel cordone e non ho assistito ad una manifestazione animalista – riferisce Stefano Fuccelli, Presidente del PAE, Partito Animalista Europeo – ma ad un vero e proprio scontro politico dove una fazione riconducibile agli organizzatori ha impedito la partecipazione a tutti coloro ritenuti arbitrariamente dei fascisti: insulti e spintonate, una ragazza aggredita, bandiere di altre associazioni animaliste rimosse con la violenza“.

Peccato – continua Fabiana Russo – a volte litigare è più facile che parlarsi. La nostra meta è la Harlan. Sicuramente alle scimmie ed ai coniglietti della Harlan poco importerà quanto successo. Anzi, non importa neanche a me, continuiamo ad andare avanti“.

N.B. : in merito alla notizia riportata sul pullman partito da Torino, si precisa che le difficoltà con il gruppetto che avrebbe fomentato i disordini di Correzzana, sono iniziate ancor prima della partenza. Secondo alcuni attivisti, appartenenti a più sigle dell’animalismo, il gruppetto sarebbe  stato allontanato già a Torino, ma si sarebbe poi ripresentato a Correzzana. Secondo altri, invece, alcuni erano riusciti lo stesso a salire sul mezzo.  Al di là di questo è scontato  che gli attivisti arrivati con tale mezzo,  così come la stragrande maggioranza dei partecipanti a tale manifestazione, nulla hanno a che fare con i disordini di sabato scorso.

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