GEAPRESS – Con un po’ di ritardo ma infine il corteo è partito. Molti partecipanti arrivano da fuori regione e, apprensive telefonate, invitano ad aspettare. Man mano che il corteo si allontanava dalla Stazione Centrale di Milano, si va ingrossando fino ad arrivare ad almeno 2500 persone, secondo gli organizzatori. Stime inferiori per la Questura con la quale, grazie al percorso a singhiozzo creato dal Comune di Milano, c’è stato qualche momento di frizione. Ma poi è andato tutto liscio. Niente centro di Milano, il Comune dice no. C’è lo shopping, aggiunge qualcuno. Tutti seduti ad aspettare che il Comune conceda l’incredibile permesso negato. Poi, dalla Questura, arriva la conferma. Il Comune dice no. Forse il Sindaco si è confuso come le case dei suoi familiari, dice stizzita Roberta che era arrivata da Firenze. Giacomo, che non vuole essere fotografato perché teoricamente non dovrebbe essere lì (non era d’accordo con l’esclusione di un gruppo dal corteo) dice che hanno paura per le vetrine dei pellicciai. Perché poi, visto che fa più paura quello che espongono?

Comunque a Piazza del Duomo ci si deve arrivare. Ed allora tutti per i fatti propri, per ricongiungersi però all’appuntamento finale. Almeno il permesso di andare più o meno singolarmente a piedi, non può essere negato.
Forse meglio così, perché quelle persone si sono notate di più. C’era chi invitava i vivisettori a sperimentarsi a vicenda, altri ancora che li invitavano a guardarsi nel cuore …. non proprio come metafora di bontà, ma anche tanti messaggi meno truci ma non per questo secondari. Anzi, si vedevano benissimo. Le signore vestite da dalmata che ricordavano che gli animali non votano, ma gli animalisti, invece, si. Poi chi si era vestito da gatto, altri da coniglio, i cartelli con i beagle, altri più diretti contro Green Hill. E poi, tutto sommato discrete, le bandiera della LEAL, i cartelli dell’Oipa e della LIDA. Chi citava Gandhi, chi Hans Ruesch, chi ALF e chi … se stesso. Come era nelle intenzioni di tutti, ovvero esprimere il proprio dissenso e sconcerto anche per l’inerzia della Regione Lombardia la quale ancora non si decide a dire se una sua legge regionale (ovvero quella sui parametri da rispettare negli allevamenti di cani) sia valida per tutti oppure si esclude nel caso di potentati economici.

C’era poi lo striscione di Montichiari contro Green Hill e quello, capofila, del Coordinamento Fermare Green Hill che intanto da appuntamento al prossimo 25 marzo, proprio a Montichiari (BS), sede di Green Hill, per la conferenza “Gli animali e la ricerca”.

Purtroppo questa manifestazione è stata preceduta da polemiche sull’esclusione di un nuovo gruppo che non nasce sicuramente come associazione animalista, nè così si dichiara, ma comunque usa parole condivisibili contro Telethon e la vivisezione. Peccato per le polemiche. Chi escluso ha dichiarato che, comunque, avrebbe partecipato sebbene a titolo personale. Sicuramente non tutti i partecipanti erano di una parte piuttosto che di un’altra. Nessun riferimento a questa polemica anzi, ma il movimento per i diritti animali, a volte, in Italia sembra appena nato. Sia alla Stazione centrale o alla Piazza del Duomo negata, mancavano, infatti, ben altre associazioni, o almeno non si vedevano…

 Organizzare una manifestazione animalista, ancorché con quei numeri, non è semplice. Senza il Coordinamento Fermare Green Hill, della Marshall e dei suoi beagle, molto poco si saprebbe, al di là forse di qualche statistica che evidentemente poco serve anche nell’Europa dei burocrati e delle lobby che ha partorito quella schifezza di Direttiva sulla vivisezione dello scorso 8 settembre.
Non scordiamoci, poi, che la manifestazione dello scorso 25 settembre a Roma, che sicuramente ha partecipato anche dello sdegno sulla recente Direttiva approvata, era comunque già stata da tempo indetta dallo stesso Coordinamento contro Green Hill. Grazie a quella manifestazione altre decine di migliaia di persone scesero contemporaneamente in piazza in tutta Italia per protestare contro la vivisezione. Non era mai successo. Sarà forse un caso, ma a dicembre c’è stata poi la manifestazione di Firenze (anche lì con qualche polemica) contro le pellicce, per non parlare della stessa manifestazione di Montichiari e quella di fine novembre a Correzzana (MB). Chi, senza il Coordinamento Fermiamo Harlan, avrebbe saputo della Harlan e dei suoi stabulari di Correzzana? Può darsi che tali “novità” siano state notate (al di là dell’eco che ricevono poi effettivamente sui media) e ragionare su quello che accadrà è sicuramente più difficile che farlo su quanto già avvenuto.

Sicuramente tra le cose che stanno avvenendo c’è il successo di queste manifestazioni e se la potentissima Marshall rinuncia a raddoppiare i suoi stabulari, che la sindachessa di Montichiari chiama “soggiorni”, è merito di chi, costantemente e nel tempo, ha sostenuto la causa riuscendo, ora, a scavalcare le opposizioni di altro Comune che forse, però, con i suoi dinieghi al corteo ha reso ancora più visibile la manifestazione. Sabato scorso, a Milano, chi si batte per i diritti degli animali ha rispettato il diniego del Comune.

Un altro Comune, sempre sabato, anzi proprio nelle stesse ore, non ha voluto rispettare il diniego di un Ministero e Tiffany, cavalla disgraziata, è finita con un tubo di metallo infilzato nel petto (vedi articolo GeaPress). Siamo molto oltre la sensibilità media di questo paese. Oltre trenta anni addietro, quando si sfilava per le prime manifestazioni animaliste italiane (mettendo, con rispetto, in soffitta la zoofilia ottocentesca) sembrava che da lì a poco si sarebbe potuto cambiare il mondo. Qualcuno lo diceva ma forse non lo pensava ed il mondo ha dimostrato di essere un poco più complesso del previsto, sicuramente meno …. ideale. Nessun riferimento a Ideopolis di Milano della quale abbiamo saputo solo in queste ore e che, ripetiamo, condividiamo quanto scritto su Telethon e la vivisezione. Con il tempo possono cambiare tante cose, è già successo e molto dal nostro interno.

Insomma, ci sarà pure un motivo per il quale la lobby che rappresenta gli animalisti in Europa (fatto purtroppo vero perché costituita da adesioni di più associazioni europee) ha detto che la Direttiva dello scorso otto settembre è un buon punto di partenza?
Comune, sopra-tutto, sabato è stato un successo.
(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte). 

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