scimmia cruelty
GEAPRESS – Gli scienziati hanno orgogliosamente sostenuto che una scimmia geneticamente modificata con un gene umano dell’autismo potrebbe aiutarli nella ricerca di nuovi farmaci. Lo rende noto l’ONG Cruelty Free International, secondo la quale i ricercatori hanno affermato di avere ottenuto otto Macachi che presentano un gene umano collegato all’autismo.

I segnali collegati all’autismo, sarebbero apparsi intorno all’anno di vita. Si tratterebbe di comportamenti ripetitivi, ansia e ridotta interazione sociale. Lo studio pubblicato sulla rivista Natura 1, avrebbe evidenziato come gli animali sarebbero stati osservati girare ossessivamente, ignorando i consimili ed urlando alla vista dei ricercatori.

Per gli scienziati tali comportamenti sarebbero chiari segnali dell’autismo ma per Cruelty Free International si tratterebbe di problemi molto comuni negli animali detenuti nei laboratori.

“L’autismo – ha affermato l’ONG – è una malattia complessa e le cause genetiche sono tutt’altro che chiare. I tentativi di utilizzare le scimmie per testare le malattie umane sono a nostro avviso viziati e con scarse possibilità di successo”.

Secondo quanto riportato nella nota di Creulty Free nel corso del primo esperimento sarebbero stati utilizzati 53 embrioni, impiantati su un totale di 18 femmine. Nove sono rimaste gravide per un totale di dodici piccoli di cui quattro nati morti. Nel secondo esperimento, invece, gli embrioni impiantati sarebbero stati 105. Trentasei le femmine utilizzate di cui solo sette incinte per un totale di nove piccoli. Quelli sopravvissuti, però, sarebbero stati solo due.

Secondo il dottor Jarrod Bailey, Senior Research Scientist dell’ONG, le differenze genetiche tra le scimmie e gli esseri umani sono tali che l’utilizzo di questi animali è molto discutibile.

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