GEAPRESS – Verrà a breve notificato ai legali di Green Hill, a cura della Questura di Brescia e del NIRDA del Corpo Forestale dello Stato, la decisione del Tribunale del Riesame di Brescia il quale ha sostanzialmente confermato l’impianto investigativo contro il noto allevamento di cani beagle del bresciano. Oggi era il giorno decisivo. Si sarebbe, cioè saputo il dispositivo della sentenza dell’udienza di mercoledì scorso.

Il Giudice Anna Di Martino, Presidente della II Sezione del Tribunale del Riesame, ha così confermato il sequestro probatorio di tutti i cani di Green Hill oltre che della documentazione cartacea ed informatica. Contestualmente è stato però disposto il dissequestro della struttura. Cosa cambia in pratica? Le spese del mantenimento dei cani non sono più di Green Hill ma vanno a carico dell’ASL di Montichiari. Per tutti i cani, dunque, nulla osta per gli affidi.

Tra circa una settimana sarà invece possibile leggere le motivazioni della sentenza. I legali di Green Hill potranno però ricorrere in Cassazione, ma i tempi (non meno di tre mesi) sono compatibili con il completamento delle pratiche di affido. Anzi, secondo la Questura di Brescia, gli stessi saranno ultimati entro giovedì ed a partire da oggi sono pure previsti gli affidi direttamente alle Associazioni. Lotti di cani, insomma, più numerosi e consegne più spedite.

Con ogni probabilità al rientro dei PM dalle ferie, ovvero a fine agosto, il sequestro probatorio diventerà preventivo. Secondo indiscrezioni, sempre da fonte degna di nota, cade anche la richiesta di revoca dell’affidamento dei cani a LAV e Legambiente. Il tutto, infatti, sarebbe stato collegato al ricorso al Tribunale del Riesame.

Dunque affidatari tranquilli almeno per i prossimi tre mesi. I tempi, cioè, di un ricorso da parte di Green Hill in Cassazione. Sebbene sotto un profilo strettamente tecnico non si può ancora escludere l’ipotesi di una futura riconsegna dei cani a Green Hill, il tutto appare veramente molto remoto. Certo che la struttura è ancora lì. Green Hill dissequestrata potrebbe apportare delle migliorie e ritornare in regola con una attività che in Italia non è vietata, ma anche questo, allo stato delle cose, si spera sia solo un miraggio.

Si dovrà poi vedere se il famoso art. 14, ammesso che verrà approvato, riuscirà a vietare questi allevamenti. Fino a ieri, in XIV Commissione del Senato, c’è stata una riunione dove è stato preso atto della mancanza dei pareri delle altre Commissioni. Si rinvia ancora, dunque.

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