vivisezione
GEAPRESS – Mentre la discussione sul recepimento delle Direttiva 63/2010 (cosiddetta Direttiva vivisezione) appena approvata al Senato, giunge ai lavori di Commissione della Camera, i sostenitori della sperimentazione animale fanno sentire il loro parere, fino ad ora in realtà mancato.

Una situazione finanche paradossale che ha visto i sostenitori della sperimentazione e quelli contro, votare lo stesso articolo 12 del ddl 588 che conteneva, al Senato, le proposte emendative alla Direttiva.

Ad avviso del prof. Silvio Garattini ed altri undici sostenitori del settore, il testo ora giunto alla Camera sarebbe in contrasto con la Direttiva, oltre che penalizzante la ricerca biomedica in Italia. “La decisione del Senato – è scritto nel documento del prof. Garattini –  oltre a mettere l’Italia nella condizione di dover far fronte a una costosa procedura di infrazione, ci allontanerebbe ancor più dai Paesi più avanzati, che in controtendenza rispetto all’Italia stanno significativamente investendo nella ricerca biomedica”. Oggetto delle critiche, oltre al divieto di allevamento nel nostro paese di cani, gatti  e primati, anche “il divieto all’utilizzo di animali per gli xenotrapianti e per gli studi sulle droghe, l’obbligo dell’anestesia o dell’analgesia – continua lo scritto in questione – anche quando non ha alcun senso“. Il documento non approfondisce molto oltre, limitandosi ad una elencazione di meriti tra cui i Nobel per la medicina, degli ultimi 100 anni, che hanno sperimentato sugli animali. “Ad oggi – afferma il documento – non esistono vere alternative all’utilizzo di animali nella sperimentazione di farmaci e di nuove terapie“. Dunque la richiesta al mondo politico di recepire la Direttiva europea nella sua formulazione europea. Anche perché, ricordano i dodici, tale testo è stato elaborato  “anche con il contributo delle più importanti organizzazioni animaliste europee“.

La questione, però, non convince il presidente del Partito Animalista Europeo Stefano Fuccelli. Questo non tanto per il contributo degli animalisti, in realtà ampiamente criticato dallo stesso Fuccelli, quanto per la validità del modello animale in campo sperimentale. Presa carta e penna Fuccelli ha ora inviato un documento  ai Presidenti di Senato e Camera, al Presidente del Consiglio e al Ministro della Sanità. Il tutto, in risposta alla mozione dei ricercatori “pro-vivisezione”.  Secondo Fuccelli le motivazioni addotte dagli sperimentatori sarebbero fuorvianti.

E’ bene ricordare – ha dichiarato Stefano Fuccelli – che gli autori dell’appello rappresentano solo una parte della comunità scientifica“. A loro contrapposti ci sarebbero invece  altri scienziati come quelli dell’Accademia dei Lincei e l’autorevole rappresentanza scientifica, dice sempre Fuccelli, che ha offerto supporto al Parlamento Europeo all’iniziativa dei cittadini europei StopVivisection. Una iniziativa dal dichiarato obiettivo di “abrogare la Direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici e a presentare una nuova proposta di legge che abolisca l’uso della sperimentazione su animali.” Al centro della questione ci sarebbe la mancata verifica della predittività del modello animale. “Non è infatti possibile – ha dichiarato Fuccelli nel suo lungo comunicato – reperire in letteratura alcuno studio di predittività/validazione del modello animale, seppure quest’ultimo sia notoriamente acclamato quale predittivo ed universalmente accettato come standard aureo“.

Un modello, accusa Fuccelli, che invece si sarebbe dimostrato valido in campi non propriamente tecnici, come quello carrieristici. L’intento dei filo-sperimentazione animale, ora palesatosi nella richiesta di recepimento in toto della Direttiva europea,  contrasta oltretutto con lo spirito del  “Tavolo tecnico sui metodi alternativi alla sperimentazione animale”  costituito in seno al Ministero della Salute e richiesto dallo stesso PAE. Una  sede importante accolta  dal precedente Ministro della Salute Balduzzi e proseguito dall’attuale Ministro Lorenzin.

In queste ore, conclude Fuccelli,  la ricercatrice Candida Nastrucci, componente del tavolo ministeriale, è in audizione alla Camera a margine della seduta sull’importanza delle alternative alla sperimentazione animale nella ricerca.

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N.B: il PAE, in una successiva nota, precisa che a causa di un banale refuso apparirebbero i ricercatori dell’Accademia dei Lincei, schierati su posizioni avverse alla sperimentazione animale. In realtà si tratta dell’opposto pensiero, ovvero favorevoli alle posizioni del prof. Garattini e degli altri firmatari