GEAPRESS – Il giorno 1 agosto 2012 è stato ottenuto un importante risultato nella lotta alla vivisezione. Ne da così comunicazione il Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone che ha ricevuto una scimmia macaco (Macaco mangia granchi) da un laboratorio universitario. Top secret, però, sia sul laboratorio che su una benemerita amministrazione comunale che, a quanto pare, è intervenuta in favore della scimmietta.

Il tutto è stato reso possibile dalla sottoscrizione di un accordo con il laboratorio che prevede, oltre la cessione a titolo gratuito dell’animale, un impegno formale del laboratorio stesso a bloccare nuovi ingressi di primati nello stabulario. Non un semplice accordo finalizzato al recupero, dunque, ma un intervento concreto in favore delle altre scimmiette. Stop agli arrivi, e la speranza che si tratti del primo importante passo verso la chiusura definitiva della linea di ricerca. Un programma di ricerca, spiegano dal Centro di Monte Adone, che prevede sperimentazioni invasive a tal punto da rendere necessaria l’eutanasia degli animali a conclusione della sperimentazione stessa.

Yuri, così è stato chiamato il giovanissimo macaco al Centro di Monte Adone, al momento della sua cessione non era mai stato utilizzato per le sperimentazioni ed è stato quindi a tutti gli effetti salvato da un destino segnato. L’inizio di una lunga battaglia. Così commentano dal Centro di Monte Adone, visto che in totale si tratterebbe di una quindicina di animali.

Il Centro di Monte Adone insieme ad A.D.A. (Associazione Diritti degli Animali), con la consulenza del centro I-CARE dell’associazione svizzera per l’abolizione della vivisezione A.T.R.A. , spera che Yuri, con la sua storia, possa rappresentare un aiuto concreto per salvare non solo tutti gli altri primati presenti nello stabulario da cui proviene, ma anche essere il portavoce per una maggiore e più adeguata informazione rispetto alla lotta per la conclusione della vivisezione.

Yuri, del tutto spaesato al suo arrivo al Centro, si è molto presto dimostrato piuttosto curioso e interessato al nuovo ambiente; inizialmente, come da protocollo, è stato sottoposto ai controlli sanitari di routine e, in attesa degli esiti, alloggiato singolarmente in una struttura dotata di un ricovero, di un’amaca e di numerosi tronchi e funi. Già dalle prime osservazioni si è evinta la presenza di un importante deficit motorio derivante dalla pregressa scarsa possibilità di movimento causato dalle ridotte dimensioni delle anguste e buie gabbie dello stabulario dove i primati non avevano a disposizione nessun “arredamento” interno (tronchi, funi, ricoveri) e nessun tipo di arricchimento ambientale, ad eccezione di un’unica una grossa catena con un pneumatico all’estremità. L’animale, infatti, presentava muscoli esili e poco allenati che non gli consentivano di arrampicarsi sulle funi e sui tronchi per raggiungere la parte alta della struttura.

Per ciò che concerne l’alimentazione, fanno sapere dal Centro, il passaggio da una dieta precedente, basata quasi esclusivamente su preparati industriali per primati (pellets), a cibo fresco, ha incrementato sia la manualità con il cibo che l’abilità nella manipolazione degli oggetti.

Nel mese successivo al suo arrivo, anche grazie ai quotidiani arricchimenti ludico-alimentari e ad un alloggiamento consono ai bisogni della specie, la motilità, la deambulazione e le frequenze di attività di Yuri sono incrementate notevolmente riducendo al minimo i momenti di inattività, tipici di un’inadeguata gestione in cattività.

Inoltre, il Centro, proprio con l’obiettivo di migliorare anche le condizioni psicologiche dell’animale, ha intrapreso un percorso di adattamento graduale con Ghirda, una femmina adulto di Eritrocebus patas (Scimmia Rossa), arrivata al Centro oltre dieci anni fa a seguito di un sequestro per detenzione illecita e maltrattamento ad un giostraio che la teneva alla catena al seguito del suo carrozzone; Ghirda, che da sempre ha dimostrato un forte senso materno, ha da subito accettato Yuri e dal giorno 9 settembre scorso i due primati condividono la stessa struttura.

Le interazioni positive tra i due e la frequenza di comportamenti socialmente rilevanti, sono ancora monitorate dagli operatori del Centro al fine di trarre importanti considerazioni circa le implicazioni etologiche che un adattamento simile può comportare. Sono state infatti osservate accurate sessioni di grooming – volgarmente chiamato “spulciamento”- fondamentale mezzo di socializzazione nei primati.

Soprattutto in considerazione della triste storia di Yuri e Ghirda, il risultato raggiunto è davvero significativo; i primati sono specie altamente sociali che vivono in gruppi numerosi, all’interno dei quali i piccoli rimangono a lungo con la madre e in cui le interazioni sono molto complesse e rappresentano la base di un corretto sviluppo anche dal punto di vista comportamentale. Ricordiamo, infatti, che i primati deprivati della loro socialità sviluppano con frequenza gravi comportamenti atipici e stereotipati che possono arrivare perfino all’automutilazione.

Un ringraziamento particolare va all’Associazione svizzera A.T.R.A. che ha deciso di aiutare concretamente il Centro di Monte Adone contribuendo economicamente al mantenimento di Yuri con una generosa donazione che permetterà di coprire le spese previste per un anno.

Yuri ora è salvo ma porterà per sempre tatuato sul petto quello che era il suo numero identificativo all’interno dello stabulario: 210 – il segno indelebile che ricorderà a tutti noi il suo terribile passato.

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