GEAPRESS – Quasi una illusione ottica. Da tre giorni anche per l’Italia dovrebbe essere in vigore la Direttiva europea che prevede il divieto (peraltro parziale) di utilizzo delle gabbie di gestazione per l’allevamento delle scrofe.   Più che gabbia, una sorta di bara in barre di metallo. Nessuno se ne è accorto, tranne un comunicato della sede italiana  di Compassion in World Farming (CIWF):  “l’Italia fa parte dei 14 Stati Membri dell’UE – riferisce CIWF – che si prevede non applicheranno tale normativa“. Un fatto già noto almeno dallo scorso maggio (vedi articolo GeaPress ). Fu allora che le associazioni di categoria manifestarono pubblicamente le loro preoccupazioni per le spese di adeguamento, chiedendo una proroga di 36 mesi. L’allora Commissario europeo alla Salute dichiarò, però, che i paesi inadempienti avevano già goduto di dodici anni per adeguarsi. Un po’ come la Direttiva sulle galline ovaiole della quale ormai nessuno parla. Questo nonostante la posizione italiana sia totalmente irregolare. Le micro-gabbie non dovrebbero più esserci dal primo gennaio. Non del 2013 ma del 2012.

Buone notizie invece per il bando sui test cosmetici, ma in Israele. Dal primo gennaio (2013)  non possono  essere più venduti prodotti cosmetici o prodotti per l’igiene della casa testati sugli animali. Tuttavia, informano i comunicati della  BUAV (British Union for the Aboliction of Vivisection) e dell’ECEAE (European Coalition to End Animal Experiments), la nuova legge sarà veramente efficace quando il divieto di commercializzazione sarà valido in Europa.

Che succede allora in Europa? La previsione di vietare gli ingredienti su animali e di importare le materie base (se sperimentate su animali) dai paesi extracomunitari, dovrebbe concretizzarsi nei primi mesi dell’anno. Di fatto, però, tale speranza ha avuto un sussulto solo dopo la nomina del nuovo Commissario alla Salute Tonio Borg il quale, già da Commissario “designato” (novembre 2012) si era pronunciato in tal senso (vedi articolo GeaPress ). Peccato che non tutti in Italia, abbiano accolto con calore la risoluzione della Commissione Sanità che obbliga il Governo italiano ad appoggiare la posizione di Tonio Borg (vedi articolo GeaPress ). Un “contentino”, è stata definita.

Galline ovaiole (già inadempienti), scrofe e test cosmetici. Si vedrà, dopo la sconfitta dell’art. 14 (cosiddetto emendamento Brambilla), cosa si riuscirà a portare a casa nel 2013.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati