GEAPRESS – Dovrebbero essere partiti oggi i beagle della multinazionale americana Harlan installata a Belton, vicino Nottingham, in Inghilterra. A Nottingham forse non c’è più la foresta di Sherwood, ma ci sono ancora tanti, sempre di più, Robin Hood. Tanti, tantissimi, molti di più di quelli che riusciamo ad immaginare. Su di loro ci informa sempre il Coordinamento Fermare Green Hill. Gli attivisti antivivisezionisti nati contro l’altra multinazionale americana. La Marshall, installata a Montichiari (BS), multinazionale dei pets e dei cani da sperimentare (tanto sempre a fare soldi servono) che proprio in provincia di Brescia ha uno dei suoi stabulari (solo per beagle). Green Hill, appunto.

A Belton, invece, c’è la Harlan, che tanto per cambiare ha una sede anche in Italia (ed in molti altri paesi) a Correzzana (MB). I beagle di Belton, informa il Coordinamento Fermare Green Hill, vengono caricati su un furgone HGV e dovrebbero arrivare in serata a Dover (…. le bianche scogliere) dove dovrebbero essere imbarcati su un traghetto danese DFDS Seaways che li condurrà a Calais, in Francia. Da lì, chissà in quali laboratori sparsi in giro per il mondo. Eppure a vedere la pubblicità della Harlan sembra di trovarsi di fronte la famigliola felice e contenta, spensierata e gioiosa in un mondo perfetto. Papà, mamma e biondino bimbetto. Sarà un caso ma uno degli spot della Harlan è quello che dice di “aiutarti nelle migliori ricerche”.

Da un po’ di tempo le cose, però, stanno cambiando. Questo perché gli animalisti di mezzo mondo sono riusciti a fare cambiare le strategie aziendali. Tutte le aziende di gestione a terra dell’ aeroporto di Manchester, ad esempio, hanno detto no ai trasporti per la sperimentazione. Poi ci sono le compagnie aeree, tra cui alcune inglesi, ed ora si è convinta la prima delle tre ditte di trasporti via mare che inizialmente aveva accettato la richiesta dei produttori di vita rimasti …. a terra.

La P&O Ferriers, informa sempre il Coordinamento Fermare Green Hill, ha detto basta. Aveva detto inizialmente no solo ai primati, ora, nell’arca della salvezza antivivisezionista, li ha fatto salire tutti vietando ai propri traghetti di imbarcarli. Certo, una scelta aziendale ma sicuramente un po’ di sensibilità di più è bello pensare che ci sia. Ad ogni modo non vi è alcun dubbio che la vittoria è degli animalisti di mezzo mondo che hanno dato vita a un mastodontico invio di mail ed altre iniziative. Hanno mostrato a queste società che, forse, in simili affari non ci si guadagna poi molto. Speriamo che lo capiscano anche i francesi di Air France KLM recentemente filmati con il contenuto della pancia di un loro aereo. Le scimmiette prelevate in Vietnam e trasportate a Parigi (vedi articolo e video GeaPress).

Ritornando alla Marshall, la multinazionale dei pets e dei beagle …, sembra che a causa delle attività capitanate dal Coordinamento Fermare Green Hill, abbia dirottato la sua attenzione dall’Italia all’Inghilterra. Forse, in secoli di storia della protezione degli animali in Inghilterra, è la prima volta che dall’Italia giunge un modello da imitare. La Marshall, poi, ha trovato ad attenderla anche i dissidenti tra le popolazioni locali che, dicono al Coordinamento, hanno donato un furgone agli animalisti per iniziare i volantinaggi. E’ bello pensare che ovunque nel mondo (magari non proprio tutto, ma abbastanza) c’è chi pensa a loro. Agli animali, … cioè. Per maggiori informazioni sulle campagne del Coordinamento Fermare Green Hill CLICCA QUI . (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).