GEAPRESS – C’è da giurare che rinfocolerà la polemica sull’inutilità della sperimentazione animale. E se non sarà per la vivisezione, si argomenterà parecchio sullo strapotere economico delle multinazionali del farmaco.

Septra, Bactrim, le forme generiche, ovvero tutti a base di trimetoprim-sulfametossazolo. Antibiotico prescritto specie per le infezioni delle vie urinarie e, secondo un comunicato del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, possibile causa di grave peggioramento di un paziente.

La polemica su questo antibiotico è vecchia, sebbene continuamente rinnovata da nuovi dati e pubblicazioni scientifiche che sembrano però non scalfire il successo commerciale del prodotto. Del 1994, ad esempio, è la polemica sui dati shock diffusi dal Sunday Times. 113 casi di morte che sarebbero stati registrati dalla “Commissione britannica sulla sicurezza dei farmaci”.

Ora, nuovi dati vengono rilanciati da Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento, che cita uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal (CMAJ). Secondo i ricercatori canadesi, pur rilevando i vantaggi che il trimetoprim-sulfametossazolo ha nel trattamento di alcune malattie (in particolare nella cura dei pazienti con HIV e di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina) non può non rilevarsi come ad esso sia associata una grande tossicità.

Reni ed eccessivi livelli di potassio, che possono disturbare il normale ritmo cardiaco. Donne incinte, anemici ed anziani le principali categorie esposte alla tossicità del farmaco. E poi la barriera sangue-cervello, facilmente aggirabile con conseguenze neurologiche ampie. Controindicazioni spesso segnalate, sebbene nel Comunicato del Dipartimento di Italia dei Valori, viene rilevato come questi problemi sono stati riportati solo in pochissimi casi clinici mentre sono state condotte poche ricerche in materia.

I problemi agli anziani in particolare, sottolienati in un altro recente studio pubblicato sul British Medical Journal, deriverebbero dall’assunzione del trimetoprim-sulfametossazolo quando utilizzato contestualmente ad un farmaco prescritto per curare l’insufficienza cardiaca, noto come spironolattone. Secondo Giovanni D’Agata i farmaci sono prescritti senza preoccuparsi di verificare che la combinazione con altre sostanze medicinali, possa portare alla morte. Immediata, a questo punto, la domanda che si pone il Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”. Quanti anziani sono morti per arresto cardiaco determinato dalla tarda età o da problemi specifici, e quanto, in realtà, è stata la conseguenza di una combinazione di farmaci quali il trimetoprim-sulfametossazolo e spironolattone?

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