GEAPRESS – Secondo una agenzia delle Reuters, oggi diffusa alle 16:20, il Parlamento europeo ha bocciato la proposta di vendere nei paesi membri cibo derivato da animali clonati.

La clonazione si basa su un principio contro natura, ossia sviluppare un essere vivente da una cellula somatica. Si tratta delle cellule non rivolte alla riproduzione ma che, come queste, presentano nel loro patrimonio genetico le informazioni necessarie per la “costruzione” di un essere vivente. Sono le cellule dei nostri tessuti, pelle, muscoli etc, le quali non partecipano al processo riproduttivo che interessa, invece, cellule dal patrimonio cromosomico non a coppie, come invece lo sono le somatiche. L’uomo interferisce rendendo la cellula somatica vitale come dall’unione di due cellule riproduttive.

Il primo caso fu la pecora Dolly (nella fotografia ora imbalsamata al Royal Museum di Scozia) che morì poco dopo. Una delle tanto controindicazioni della clonazione, è infatti il precoce invecchiamento a quanto pare dovuto a malformazioni dei telomeri, ossia la parte dei cromosomi che guida la formazione delle “vere” riproduttive. Impropriamente a volte, si è utilizzato il termine clonato per indicare animali derivati dalla divisione dello zigote. Avviene anche naturalmente ed è il caso dei gemelli omozigoti.

Altri esperimenti, inoltre, sono stati condotti negli zoo, tra cui quello di San Diego in California. Il contenuto cellulare prelevato da alcuni animali morti e surgelati, viene reso di nuovo funzionale all’interno di una cellula di un animale vivo privata del suo nucleo. Può trattarsi anche di un’altra specie, ove se ne tenta la gestazione.

In Illinois, tempo addietro, fecero scalpore le mucche di un allevamento, ove erano stati impiantati zigoti di una specie in via di estinzione. Gli animali morirono nel giro di poco tempo. Evidentemente certa scriteriata scienza ha fatto strada.

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