animal liberation day
GEAPRESS – Ieri mattina, dopo i tragici fatti occorsi innanzi Palazzo Chigi, si è temuto che potesse saltare tutto. Roma città bloccata, era stato detto. Ed invece, dalla Questura, nessun contrordine.

L’Animal Liberation Day si è così svolto regolarmente ed il colorato corteo, da piazza della Repubblica, ha iniziato il suo percorso verso piazza San Giovanni.

Tanti problemi, quelli rappresentati dagli animalisti con altrettanti palloncini colorati. Vivisezione, macelli, circo e tanto altro ancora. Tutti hanno però trovato la via di fuga con un volo liberatorio.

Sui partecipanti, come al solito, le cifre fluttuano. I dati più pessimisti riferivano di   1500-2000 partecipanti.  Stime alle quali gli organizzatori non guardano molto.  Anzi, rispetto al precedente corteo dello giugno 2012, c’è pure chi non ha notato grandi differenze. Ad ogni modo una riuscita che premia l’impegno di Animal Amnesty e Coordinamento Antispecista che avevano voluto il primo Animal Liberation Day. Una data, quella del 28 aprile, destinata a rimanere ancora per molto tempo nella storia del movimento animalista. Lo scorso anno, proprio il 28 aprile, nel corso della manifestazione innanzi a Green Hill, avvenne l’irruzione nel famoso allevamento del bresciano e la liberazione di alcuni cuccioli di beagle.

Siamo contenti per come si è svolto il corteo – ha dichiarato a GeaPress Piercarlo Paderno leader di Animal Amnesty – belle emozioni ed un modo per rilanciare tanti obiettivi, grandi e piccoli. Temi – ha aggiunto Paderno – che vanno dalla vivisezione fino ai piccoli cambiamenti quotidiani che possono contribuire a fare la differenza“.

Sulla politica, però, non sembrano esserci grandi aspettative, anzi, secondo Paderno, da questo Governo non ci sarà molto da aspettarsi. Partiti comunque fuori dal corteo. Unica eccezione, ma non in senso letterale, quella del candidato sindaco del centro sinistra Ignazio Marino, più volte ripreso, ovviamente in senso critico,  quale medico e sperimentatore.

Proprio in merito ai criteri scelti per la partecipazione, c’è stata qualche nota polemica sollevata dal PAE (Partito Animalista Europeo). Secondo il PAE bisogna dare possibilità alle associazioni di essere presenti con loro bandiere e striscioni. Paderno, però, ha tenuto a precisare che la scelta degli organizzatori di vietare tali mezzi,  era rivolta ai partiti e non alle associazioni. Ad ogni modo i politici sono ben accetti se presenti a titolo personale. Ieri, in piazza, c’erano bandiere della LAV, dell’OIPA e di altre associazioni, anche a diffusione non nazionale. Tanti striscioni. Molti allegri, altri un po’ cupi, ma tutti comunque portati avanti da persone che avvertivano l’esigenza di un cambiamento. “In Italia, contro la vivisezione – riferisce un attivista venuto da Lecco – si scriveva già agli inizi del 900, così come si facevano i primi presidi contro la caccia. Forse sarebbe il caso di iniziare a vedere cambiamenti veri, al passo con i tempi“.

Lo striscione più originale era forse quello di Totò. Proprio il grande Totò, Antonio De Curti.s I cani sono per metà angeli e per metà bambini, si dice abbia detto. Dunque non poteva di certo essere dalla parte di Green Hill.

L’Animal Liberation Day, nei programmi degli organizzatori, vuole essere un appuntamento annuale. Un punto di partenza, proprio da quel 28 aprile 2012 divenuto simbolo della liberazione animale. Un punto di partenza per un cambiamento radicale.

Sui politici, però, niente da fare. “Rivendichiamo – ha concluso Paderno – che questo movimento è sopra i partiti politici. Non vogliamo – riferisce sempre Paderno – il cappello della politica sopra i nostri cortei“.

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