GEAPRESS – Poche ore addietro la notizia diffusa da noti nomi pro-sperimentazione animale (vedi articolo GeaPress). Stiamo sensibilizzando Palazzo Madama, ovvero il Senato dove a breve verrà discussa la proposta di legge comunitaria che contiene tra l’altro quell’emendamento voluto dall’ex Ministro del Turismo Michela Brambilla che dovrebbe vietare allevamenti di cani, gatti e primati da sperimentare. Si tratta di Green Hill di Montichiari, ma anche della Harlan di Correzzana (MB) ed altri due centri italiani. Per non parlare di quelli che potrebbero sorgere.

Secondo indiscrezioni pervenute al Coordinamento Fermare Green Hill, i giochi potrebbero già essere stati fatti. L’emendamento è attualmente discusso dalla XIV Commissione del Senato che entro una decina di giorni darà il suo parere. Secondo quanto appreso dal Coordinamento, la Commissione si appresterebbe a cassare la proposta di divieto ancor prima che la discussione giunga al Senato. Essendo tale emendamento funzionale al recepimento della Direttiva europea approvata l’otto settembre 2010 (ovvero quella comunemente detta sulla vivisezione) ciò significherà che Green Hill ed altri allevamenti con lo stesso fine, rimarranno per chissà quanto tempo.

Da oggi dunque, il Coordinamento Fermare Green Hill , lancia la campagna “ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO”.

Abbiamo protestato, abbiamo raccolto firme, abbiamo fatto informazione e sensibilizzato su un tema così nascosto e segreto – dicono al Coordinamento – ma potrebbe non bastare. E non sarebbe certo la prima volta“.

Iniziative a raffica e la possibilità di protestare direttamente utilizzando mail ed altre opzioni disponibili sul sito del Coordinamento.

I tempi sono strettissimi – dicono sempre al Coordinamento – abbiamo solo 10 giorni di tempo per farci sentire dalla Commissione e poco più per il Senato. Sappiamo che molti di voi hanno altri impegni, ma vi chiediamo solo di valutare l’importanza di questo momento, che potrebbe non ripresentarsi per molto tempo. La nostra voce deve inondare quegli uffici!” concludono gli attivisti.

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