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GEAPRESS – Il prossimo 15 maggio scadrà la convenzione del canile in provincia di Reggio Emilia che attualmente ospita i cani di Volterra (PI). Di fatto, fanno notare gli animalisti, si avvicina sempre più la data del possibile trasferimento dei poveri animali in una struttura di Matera che si è aggiudicata (per ora in fase “provvisoria”, dice il Comune) la gara indetta dall’Amministrazione comunale.

In tutto 80 cani che, a sentire il Comune di Volterra, non avrebbero trovato, nel corso del 2012, requisti utili ad accoglierli in altre strutture.

La divergenza tra l’amministrazione comunale e gli animalisti del Comitato Garante Diritti Animali (UGDA) è però  pressocchè totale.

Per il Comune di Volterra, infatti, le norme attuali (sia europee che nazionali)  affermerebbero l’impossibilità di inserire nei bandi pubblici clausole che in qualche maniera riconoscono preferenze alle imprese operanti sul territorio. Questo, riporta sempre il Comune, anche per il fatto che i cittadini devono poter esercitare la loro professione in qualunque parte del territorio nazionale. Un fatto assodato, per il Comune, anche quando vi siano normative regionali in tal senso. Per l’UGDA, invece, le stesse norme richiamate dal Comune (legge finanziaria nazionale e legge europea sulle gare d’appalto) non sarebbero incompatibili con l’art. 14 comma 9 della legge regionale della Toscana n. 59/2009, che impedisce il trasferimento fuori regione. Peraltro, le regioni eventualmente preferite, dovrebbero essere solo limitrofe alla Toscana e solo temporaneamente scelte.

A tal proposito l’UGDA ricorda la sentenza del TAR Toscana 1748/2012 (RG 1048/2009) che ha respinto il ricorso del gestore di un canile calabrese contro il comune di Grosseto. Tale Comune, ricorda sempre l’UGDA,  non aveva infatti  aggiudicato la gara d’appalto sostenendo come “..al di là del dato letterale appare poi illogico ed irrazionale ipotizzare che sia possibile utilizzare un canile di Crotone per custodire animali catturati in Grosseto, peraltro sottoponendo gli animali stessi a disagi e sofferenze per i trasferimenti che non paiono compatibili con il concetto di “cura” proprio del servizio, secondo la stessa legge di gara”.

Niente da fare. Dello spirito della  Legge Regionale n. 59/2009 è stata  mantenuta l’offerta economicamente più vantaggiosa che però, sempre ad avviso del Comune, è cosa ben diversa dall’aggiudicazione secondo il criterio del massimo ribasso. Per l’UGDA  in tale tipologia di offerta dovevano però considerarsi anche il rispetto dei principi cui è ispirata tutta la normativa volta alla tutela degli animali di affezione.

Cosa ha invece determinato tale offerta? Nel comunicato diffuso dal Comune è possibile leggere come tale atto si è basato su un “progetto” tecnico dove la vicinanza del canile alla città ha costituito  uno dei cinque requisiti di premialità. Gli altri quattro riguardano il maggior numero di adozioni effettuate nel corso del biennio 2011/2012, la collaborazione in atto con associazioni animaliste, la disponibilità di un sito internet per agevolare le adozioni, la gestione diretta del canile da parte di associazioni protezionistiche. Possibile che nessun canile della Toscana era in possesso di tali requisiti? Per il Comune, dei tre partecipanti alla gara, solo uno era della stessa regione.

Per l’UGDA, però, anche il canile della Toscana sarebbe in possesso dei requisiti oltre al fatto che già sulla mera economicità dell’aggiudicazione sorge qualche dubbio sui costi paventati per la cattura e trasferimento a Matera dei cani. Dunque, domanda l’UGDA al Sindaco di Volterra, quale è stato il criterio prevalente? Ad avviso degli animalisti  si deve porre, però, un’altra domanda. Che fine hanno fatto i diritti degli animali?

Certo, si vocifera in loco, che a pensare al diritto del cittadino di poter lavorare in ogni parte del paese, qualche perplessità si pone. Se il bando riguardava un altro servizio sociale, come un asilo nido o casa di riposo, sarebbe valso lo stesso principio di tutela? Perchè, si chiedono ancora gli animalisti, non tener conto che gli animali sono esseri senzienti come prevede addirittura il Trattato di Lisbona?

E’ pur vero che il Comune deve anche tener conto di cavilli giuridici e possibili ricorsi al TAR, forse basati sull’assunto (in parte scavalcato dalla giurisprudenza maturata) che il nostro ordinamento giuridico  considera gli animali come “cose”.  Proprio per questo vale però una volontà politica che mai, come nel caso di una comunità di cittadini, deve tener conto delle istanze locali. In questo caso, però, lo scontro tra le diverse sensibilità, sembra proprio non essere stato previsto.

Dunque, il prossimo 15 maggio, si saprà se i cani di Volterra, finiranno in Lucania. Secondo indiscrezioni sembra che al canile di Reggio Emilia, siano già pronti i fogli di via per Matera. Un orrendo girotondo. Di fatto cani trattati come “merci”, dicono sempre gli animalisti, costretti a continui andirivieni per l’Italia.

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