GEAPRESS – “Sono residente a Viterbo da 7 anni, ma questa sera la mia città mi ha lasciata inorridita”. Si era recata per buttare l’immondizia in uno dei cassonetti di un quartiere residenziale di Viterbo, ma tra i rifiuti le è apparsa subito quella testa. Un cane gettato tra i sacchetti, talmente in buono stato che poteva sembrare vivo. La signora intuisce che l’animale può essere ormai morto ma, istintivamente, per esserne certa, lo scuote. Inserito già morto, o deceduto per soffocamento all’interno del cassonetto?

Era buttato tra i sacchetti di rifiuti come un oggetto ormai inutilizzabile – racconta a GeaPress la signora Esmeralda – come un oggetto usa e getta” . Questo, per Esmeralda, è il grado di civiltà dimostrato verso “il migliore amico dell’uomo“. Le attenzioni, cioè riservate, nella migliore delle ipotesi, da chi non ha voluto trovare il tempo per far cremare il corpo dell’animale o seppellirlo dignitosamente. “Qualcuno – riferisce la cittadina indignata – che con questo gesto ha calpestato qualsiasi forma di rispetto per la vita, quella degli uomini della comunità in cui vive,e quella degli altri animali che vicino agli uomini sono abituati o spesso loro malgrado costretti a vivere.”

Esmeralda è costretta a mentire, ma a fin di bene. Ha accanto a sé i suoi bambini e non vuole che vedano quella scena. “Tutto a posto – riferisce loro convinta – torniamo a casa“. Ed invece, rientrata a casa corre a denunciare il tutto alle autorità preposte, dal Comune ai Servizi Veterinari. Ancora non si sa se quel cane era padronale o se era un randagio, magari investito e per questo poi buttato nel cassonetto. In ogni caso, ancora una volta ci troviamo di fronte ad una mancanza di rispetto totale, rispetto che, invece,dovrebbe essere riservato ad ogni essere vivente, anche dopo la morte. Come non ricordare, a tal proposito, il caso incredibile del cane morto ai bordi della strada a Palmi (RC) e sul cadavere del quale fu poi rifatta la segnaletica stradale (vedi articolo GeaPress).

Ritengo – continua la Signora Esmeralda – che un comportamento simile offenda qualsiasi cittadino che si riconosca parte di una comunità organizzata,con le sue regole e i suoi valori condivisi,a prescindere dalla sua amicizia verso i cani o gli altri viventi. Le autorità competenti prendano seri provvedimenti per educare rigorosamente la cittadinanza tutta,a partire da coloro che saranno gli adulti di domani,al rispetto delle altre forme di vita,al rispetto delle norme previste per la convivenza tra uomini e animali.”

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