GEAPRESS – La storia è ormai un po’ datata e risale allo scorso gennaio. Il Sindaco di Vico Equense, in provincia di Napoli, decise allora di emanare una Ordinanza subito battezzata dagli animalisti come “affama randagi“. Il nomignolo lascia chiaramente intendere quale fosse l’oggetto, subito coperto di critiche.

Della cosa si interessò subito il PAE (Partito Animalista Europeo) che tramite il suo coordinatore Enrico Rizzi, inviò una dettagliata diffida al fine di inficiare ogni effetto di quel provvedimento.

Il Sindaco, però, non era così male intenzionato contro i randagi. Forse non consigliato in maniera opportuna, ma la sua preoccupazione era solo quella di difendere l’igiene pubblica. Tanta disponibilità venne mostrata nei confronti di Rizzi che lo stesso, su invito del Sindaco Gennaro Cinque, si recò a Vico Equense suggerendo una nuova disposizione. Si raggiunse così l’accordo sulle cento ciotole fornite dallo stesso Comune oltre che di un lettore elettronico per i microchip in dotazione alla Polizia Municipale.

Peccato, però, che il Sindaco, a quanto pare, si scordò di ritirare il vecchio provvedimento. Qualcuno se ne accorse e fece ricorso al TAR. Chissà cosa poi è successo ma sta di fatto che stamani, proprio presso gli uffici del Comune avrebbero fatto visita i Carabinieri chiedendo della specifica disposizione. Facile immaginare che qualcuno possa avere formulato un esposto, evidentemente redatto sulle supposte iniziali ricadute nei confronti dei randagi.

Della vicenda ne è venuto a conoscenza lo stesso Rizzi il quale ora interviene rassicurando chi in queste ore sta contattando lo stesso PAE. A Vico Equense non è in atto alcun provvedimento “affama randagi“.

Proprio questa mattina – ha dichiarato il coordinatore del PAE – mi sono premurato di contattare telefonicamente la referente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Vico e mi ha confermato l’acquisto del lettore microchip messo subito a disposizione per la Polizia Locale oltre che delle cento ciotole distribuite in paese. Mi ha anche assicurato – aggiunge Rizzi – che nessun volontario e/o cittadino è stato ad oggi multato dalla Polizia Municipale“.

Dunque, in una maniera o nell’altra, nessun effetto “affama randagi” e massima disponibilità del Sindaco. Certo che la curiosità su chi e perché abbia avviato l’iter che ha portato i Carabinieri in Comune, rimane.

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