GEAPRESS – Viaggiare con un animale al seguito è davvero cosa ardua nel nostro paese. Un nostro lettore ci segnala le numerose disavventure occorse a lui e alla fidanzata per il solo fatto di essersi ostinati a passare le vacanze in Sicilia (dal mare alla montagna!) insieme al proprio amico a quattro zampe. Dalle pericolose peripezie in aliscafo alla cacciata dalla spiaggia ed al divieto di alloggio in montagna. E dire che proprio lo scorso 23 giugno è stato istituito dal Ministero del Turismo un Comitato per un’Italia animal Friendly. Il Comitato coordinato dal Ministro Brambilla, ha proprio il compito di facilitare e valorizzare il turismo in Italia anche in compagnia di animali, migliorando su questo fronte l’immagine poco edificante del nostro Paese. Dalla lettera del nostro lettore si evince che sarà un lavoro tutt’altro che semplice. Inviamo pertanto al Ministro Brambilla, vediamo cosa succede…

Di seguito riportiamo integralmente la lettera del lettore-turista che ha poi deciso di trascorrere la vacanza in Germania!

 “Un giorno una coppia di turisti decide di andare a trascorrere una vacanza in Sicilia, portando con loro l’amata cagnolina Camomilla. Prima tappa la bellissima isola di Ustica.

Arrivati alla biglietteria dell’aliscafo  Siremar/Tirrenia scoprono con stupore che il cane paga un biglietto di nove euro ma che, così recita il retro del biglietto, non può viaggiare nel salone passeggeri. Ci sarà una zona riservata, pensano fiduciosi i due.

Ma ecco che a bordo dell’imbarcazione un severo capitano con minacciosi baffi neri dice che il cane deve stare fuori. Fuori dove? In un piccolo ponte a poppa senza protezioni dove è vietato l’accesso ai passeggeri perché durante la navigazione potrebbero cadere in mare e finire triturati dalle eliche dell’aliscafo.

A questo punto i due devono scegliere fra tre alternative:  lasciare il cane da solo sul ponte e sperare di ritrovarlo all’arrivo, andare tutti sul ponte infrangendo così il divieto e rischiare la vita con il cane o litigare con il capitano per un’ora e mezza. Scelgono la terza opzione ma la gioia della vacanza è già ridimensionata dall’idea di rincontrare al ritorno le stesse difficoltà e gli stessi baffi.

Per evitare altri problemi i due, amanti della natura e delle vacanze tranquille,  decidono di andare a fare una vacanza su una spiaggia lontana dove non ci sono capitani e dove il cane può arrivare senza pagare biglietti. Trovano così sulla cartina una spiaggia tra Ispica e Pozzallo (RG), che sembra lunga e poco frequentata. Arrivati sulla spiaggia i due, dotati di paletta per feci, museruola e altre cose utili al cane, scelgono un punto lontano dai pochi turisti presenti per non dare fastidio e si apprestano a godere del sole e del mare che, essendo troppo grandi, ancora nessuno è riuscito a rubare.  Ma ecco che un attento padre di famiglia, preoccupato per la salute, l’igiene e l’integrità morale dei propri figli (il cane sulla spiaggia è tutto nudo!) si accorge dell’incombente pericolo e digita sul suo telefonino portatile il numero della Capitaneria di Porto di Pozzallo denunciando la grave violazione e chiedendo un tempestivo intervento della forza pubblica.

Dalla Capitaneria, nonostante la canicola di giugno, i venti chilometri necessari a raggiungere la spiaggia e la grande mole di lavoro da smaltire, partono immediatamente in jeep due ufficiali di Marina in candide divise i quali, arrivati sul luogo del misfatto, fanno sloggiare, sotto minaccia di gravi sanzioni, i fanatici cinofili.

Ma siccome i due turisti cinofili sono fiduciosi pensano che, se la gente di mare non ama il contatto con gli animali, sicuramente andando nel fresco della montagna l’accoglienza sarà diversa. E così dopo una passeggiata nei boschi del Parco delle Madonie i tre decidono di rinfrancarsi e rifocillarsi in un rustico rifugio di montagna. Altolà il cane nel rifugio non può entrare non è igienico e i clienti non ne vogliono sapere di vedere cani in giro. D’altra parte solo individui socialmente disadattati potrebbero pensare di portare un cane a correre nei boschi !

Per proseguire le vacanze di nuovo i due devono scegliere fra tre alternative:  lasciare il cane in un canile, confortati dal fatto che non mancherà mai la compagnia di pulci e zecche, dimenticarlo casualmente su un viadotto autostradale oppure, siamo ancora in tempo, la nostra vacanza alternativa era in Germania. A questo punto scegliamo questa prima che sia troppo tardi. Qui è andata benissimo! Nessun albergatore e ristoratore austriaco o bavarese ha mai negato al cane turista una carezza, un biscottino ed una scodella di acqua fresca.

How do you say in Italian “animal friendly”?

Gianluca, Chiara e Camomilla, sfortunati turisti in Sicilia.”

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