GEAPRESS – Colpo di scena. La sera dello stesso giorno che denunciammo la presenza dei resti di un cane morto a mollo di una fetida pozza dell’area archeologica di Ustica (PA) (vedi articolo GeaPress), qualcuno, munito di mascherina e guanti in lattice, provvedeva alla rimozione del cane. Dopo tre settimane di …. forti ed indesiderabili accoglienze dei turisti che si recavano a Punta Falconara, appena sopra il paese di Ustica, finiva improvvisamente la triste vicenda del cane senza padrone (…. forse, visto che aveva un collare). Eppure i turisti che hanno contattato la nostra redazione avevano chiamato sia la Polizia Municipale che il Comune.

Tutto finito? Si, va bé!

I tipi con la mascherina ed i guanti in lattice hanno prelevato il cane, trascinato i suoi resti fino alla vecchia e mezza rotta staccionata (i peli hanno lasciato vistose tracce) e l’hanno poi gettato nella scarpata, dove lui (i resti del cane randagio o padronale, non si sa) continua a farsi sentire. Questo perché l’illegale smaltimento di quello che per legge è un rifiuto speciale, si è andato ad incastrare in un cespuglio di more appena sotto la staccionata. Quando la natura è … nemica.

Viene da chiedersi, però, chi si prende la briga di indossare mascherine e guanti, andare in un’area archeologica (solo dopo che avevamo denunciato il caso) e gettare il cane nel dirupo. Un atto di indefinibile inciviltà, oltre che di pericolo per la salute pubblica in un luogo, forse, poco frequentato dagli abitanti, ma molto dai turisti. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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