GEAPRESS – Chissà cosa ne penseranno gli elettori, se cacciatori, della Lega Nord, della bergamasca e del bresciano, ovvero le provincie venatorie lombarde. Questo tanto per rimanere vicino alla sede de La Padania, il giornale fondato da Umberto Bossi. Già da qualche tempo il nome di Stefania Piazzo era apparso tra i candidati alla direzione. Impossibile, ancor di più ora che è Direttore, non ricordare  le sue inchieste pro-diritti animali.

La Piazzo arriva in un momento delicato della Lega Nord, divisa tra maroniani e bossiani (ai quali rimane ben saldo proprio il controllo de La Padania), per non parlare di Calderoli e del Sindaco di Verona Tosi (Presidente Veneto di Federcaccia) che se ne va in pratica per i fatti suoi. Una animalista come Direttore, anzi Direttrice. E’ chiamata a dirigere un giornale nel momento in cui il suo movimento politico, nonché la stessa La Padania, non naviga esattamente in acque tranquille.

Una cosa, però, è sicura. L’essere pro-animali non è stato un impedimento. Forse il momento difficile può avere inciso, ma di recente vi erano stati anche altri segnali di un certo significato. Basti considerare la proposta di legge di Renzo Bossi, presentata in Consiglio Regionale della Lombardia, contro la vivisezione. Sebbene poi sconfessata dal potente Assessore (leghista) alla Sanità, è forse anche questo un segnale dei tempi che cambiano. Tra le pagine de La Padania, comunque, non sono mai mancate le inchieste animaliste, a firma di Stefania Piazzo.

A Stefania Piazzo (a sinistra nella foto scattata il giorno della chiusura del canile di Cicerale) gli auguri della redazione di GeaPress.

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