GEAPRESS – Nuovo avvelenamento di cani a Kiev. Questa volta ad uccidere i cani sono stati i dog hunter che avevano notato un annuncio di volontari. Andrea Cisternino, il nostro connazionale che a Kiev si sta adoperando per la costruzione del “Rifugio Italia” (luogo di accoglienza di cani di strada) aveva già messo in allarme. Niente annunci o mappe dei randagi. Arrivano così i dog hunter.

I volontari che hanno ora avvisato Andrea Cisternino dell’ennesimo avvelenamento, si sentono responsabili. “E’ colpa nostra – riferiscono ad Andrea – avavamo diffuso su internet un annuncio, si trattava di cuccioli e volevamo darli in adozione“. Il messaggio è stato così notato dai dog hunter che in poco tempo, raggiunto il luogo, hanno gettato del veleno oltre il muro di cinta. Un luogo tranquillo, dove i cagnolini venivano accuditi. Puliti e con i collari anti pulci. A qualcuno, però, non va neanche bene che i cani stiano in luoghi dove sono accuditi.

Cinque cani, tutti di età giovanissima. Cinque mesi, o ancor meno. Non oltre i tre mesi di vita, come i due cuccioli che qualcuno ha pietosamente avvolto in delle coperte. Cisternino è irrefrenabile. Per lui, queste uccisioni, sono il frutto del disinteresse che è scaturito dopo Euro 2012, i campionati europei di calcio. Anzi le uccisioni hanno ripreso vigore in occasione delle recenti elezioni politiche. E’ stato pure riferito di una sorta di strano favore elettorale. Chi non vuole i cani, si rivolge al candidato. Fino ad ora, però, in Ucraina è vietata la somministrazione di veleno.

Una seconda uccisione, dunque, dopo quella del 25 ottobre (vedi articolo GeaPress). Cisternino rilancia ora l’appello a contribuire per il “Rifugio Italia”. “Chi vuole aiutari i cani sa come farlo“, riferisce Andrea.

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