GEAPRESS – Si fa pesante il clima di minacce che negli ultimi tempi ha circondato il nostro connazionale Andrea Cisternino che a Kiev, in Ucraina, è ormai da tempo impegnato nella difesa dei randagi. Minacce sempre più pesanti dei dog hunters, gli uccisori di cani, e problemi che si riflettono inevitabilmente su vari aspetti della vita quotidiana.

Sta di fatto che ieri a Kiev, nel corso della manifestazione in difesa dei randagi, a Cisternino è stata imposta una particolare protezione. In settimana, inoltre, un nuovo incontro con il nostro Ambasciatore Fabrizio Romano. A lui saranno comunicate le nuove minacce.

L’aspetto sul quale i dog hunters cercano di mettere in difficoltà Andrea Cisternino è quello dello strumentale utilizzo di un presunto venir meno della buona immagine dell’Ucraina. Una difesa in salsa nazionalista che abbiamo già visto apparire anche da altri parti. E’  il caso, ad esempio, di gruppi di scalmanati che a Taiji, nel Giappone sud orientale, sono scesi in campo contro i volontari di Sea Shepherd che presidiavano i luoghi della mattanza dei delfini.  Anche loro, i volontari ambientalisti, sono stati accusati  di rovinare l’immagine del Giappone. Quello che in realtà si vorrebbe è non parlare più male non del paese, ma di un problema che potrebbe essere giapponese, come ucraino o italiano.

Di certo, nel parlare male dell’Ucraina, non solo si consegna un regalo ai dog hunters ma anche un torto ai tanti cittadini ucraini che non vogliono male ai cani. I dog hunters lo sanno e gettano benzina sul fuoco.

Oggi, intanto, grazie all’impegno dei volontari ucraini, la manifestazione pro-randagi si è svolta a Kharkov, mentre giorno 17 si replica a Bologna con la presenza stessa di Cisternino. Niente bandiere di associazioni italiane. Cisternino si è infatti sentito abbandonato. Niente slogan, comunque sbagliati, sul popolo ucraino. E’ quello che vorrebbe chi uccide i cani.

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