GEAPRESS – Finita la pubblicità, il problema non interessa più a nessuno. Andrea Cisternino esterna così l’indignazione per un problema abbandonato: quello della strage dei cani ucraini.

L’ultimo episodio, documentato con un video girato proprio ieri a Kiev, in un luogo distante dalle abitazioni. Un nuovo risultato dei dog hunter che in autunno intensificano la loro attività. Alcuni cani si trovano già morti. Altri, con il veleno in corpo, scappano. “Volontari che non conosco – riferisce Andrea Cisternino – mi hanno chiamato, mentre in Europa si sono scordati del problema e questi sono i risultati“.

Andrea documenta tutto nel video. Proprio mentre stanno filmando si accorgono di un cane con il veleno in corpo. Molto difficile, però, poterlo prendere.

Questo è il problema mai cessato dei randagi ucraini. Ad essersi spenti sono solo i riflettori internazionali. In quel paese se ne sono accorti ed hanno ridato forza a progetti incredibili come quello di una legge, sponsorizzata addirittura dal Primo Ministro, che vuole fare passare cani e gatti per “selvaggina“. Da impallinare, dunque.

La legge era pronta già prima del 2012, ma le pressioni internazionali giunte a seguito delle proteste per Euro 2012, ovvero i campionati europei di calcio, fecero accantonare il progetto. In particolare, niente legge ammazza randagi. “Lo dirò finché vivrò – aggiunge Cisternino – finiti gli europei di calcio tutti se ne sono fregati, gli animali ammazzati hanno fatto solo pubblicità e se ora li uccidono è colpa di questo silenzio“.

Andata via la pressione internazionale, infatti, rivive la proposta di legge. La voce di Cisternino, troppo solo per fare fronte a tutte le emergenze, viene coperta dal vento ma il risentimento nei confronti dell’Italia che lo ha abbandonato, trapelo lo stesso.

Nel frattempo, un altro cane con il veleno in corpo, scappa. Alla fine solo in un caso si riuscirà nel recupero. Cinque cani avvelenati. A loro accudiva una volontaria di Kiev ancora non conosciuta da Andrea. Così succede svolgendo volontariato in strada. Ci si incontra spesso a causa di tragedie in corso. Drammi che continuano nonostante, anzi per colpa, di riflettori e lustrini ormai passati di moda.

I referti autoptici rilevano il farmaco che ha ucciso i cani. Andrea fa la sua ricerca e scopre così che dovrebbe essere un farmaco bandito. A quanto pare ha procurato necrosi al fegato. Da quelle parti, però, parrebbe che si continui a vendere. Poi cianuro, arsenico, veleno per topi e mistrure varie. Una lotta, quella di Andrea che trova però la maniera di andare avanti, nonostante tutto.

Se l’Italia si è scordata di Andrea, lui, però, non si è scordato dell’Italia. “Spero di riuscire a realizzare il mio progetto RIFUGIO ITALIA – riferisce Andrea Cisternino a GeaPress – per cercare di salvare alcuni branchi di randagi cani e gatti. Voglio fare vedere – aggiunge Cisternino – a tutti quelli che si sono riempiti la bocca di chiacchiere e nulla più, che se avessero aiutato veramente a costruire strutture, si sarebbero potuti salvate moltissimi animali. Ed invece, – conclude Cisternino – tante chiacchiere, senza spendere un euro“. Dunque, perché occuparsi della strage ucraina se poi non avevano intenzione di fare niente di concreto?

Speriamo che la domanda di Andrea Cisternino possa avere una risposta, anche a costo di smentirlo. Dell’Ucraina, infatti, ne hanno parlato tutti. Un tempo, però. Ora quel silenzio è complice.

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