GEAPRESS – Non c’è questa volta in Ucraina Andrea Cisternino, il nostro connazionale conosciuto per le sue battaglie in difesa dei randagi. Era in Italia, invitato da più parti per raccontare la sua unica e coraggiosa esperienza.

Ed invece, appena arrivato, la prima drammatica notizia. Hanno bruciato le casette di Priot, ovvero uno dei volontari conosciuti da Cisternino e che, in vista del severo inverno ucraino, costruisce delle cucce seminterrate. Lo strato di terra superiore, consente infatti ai randagi di potere godere di un minimo di tepore vitale. Una coibentazione naturale che evidentemente non piace a chi i randagi li vuole proprio morti. Ora il dramma si è ripetuto. Per la quarta volta hanno dato fuoco alle casette dei randagi. Momenti drammatici, casette tutte distrutte ma randagi salvi grazie all’immediato soccorso dei volontari.

Il giorno dopo l’incendio, una nuova tremenda comunicazione raggiunge Cisternino in Italia. Qualcuno è riuscito ad entrare nella Clinica Veterinaria dove Andrea ed i volontari si appoggiano per curare i randagi, la stessa dove è stata ospitata Ciliegia (vedi articolo GeaPress). Sei cani ricoverati appena tre giorni prima, sono stati uccisi, si pensa per avvelenamento. Cosa è successo esattamente? Le notizie arrivano ancora in maniera incompleta. Dalla Clinica non rilasciano dichiarazioni. Sui poveri corpi, a quanto pare, si sta ora eseguendo l’esame autoptico. Alcuni adulti e forse qualche cucciolo.

Secondo le prime notizie finora pervenute, una prima denuncia sarebbe già stata presentata alle autorità ucraine, mentre un servizio di videosorveglianza potrebbe già essere stato installato. I cani uccisi, erano stati portati nella Clinica appena pochi giorni prima una volta prelevati dagli accalappiacani comunali.

Appena rientro in Ucraina – ha riferito Andrea Cisternino a Geapress – voglio capire esattamente cosa è successo e fare di tutto per rintracciare i criminali che hanno attentato alla vita dei cani, purtroppo riuscendovi“. Cisternino, però, si chiede anche come gli avvelenatori abbiano potuto entrare nella clinica e portare a compimento il tremendo scopo. Forse qualcuno conosciuto? E per conto di chi? E poi, la strana coincidenza che certe cose accadono quando Cisternino è lontano.

A Kiev, in queste ore, c’è chi riferisce di una vendetta, forse perché si tratta dell’unico ospedale che ha accettato di aiutare i randagi. Poi i dog hunter che nelle loro pagine web, a quanto pare, avevano indicato un branco da uccidere. “E’ forse questo il branco? Comunque sia, quanto successo è gravissimo.” aggiunge Cisternino. La cosa certa è che sei cani sono stati uccisi dentro l’ospedale. Un nuovo preoccupante sviluppo della vicenda randagi ucraini che potrebbe svelare problemi non solo nella cerchia dei dog hunter.

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