GEAPRESS – “Dobbiamo lavorare affinché chi vuole uccidere i cani non possa entrare in Parlamento“. Questa, in sostanza, la sintesi del discorso tenuto da Leonid Kravciuk, primo Presidente della Repubblica Ucraina, intervenuto nel corso della recente manifestazione animalista di Kiev. “Chi si rende responsabile dell’uccisione di un animale – ha aggiunto Kravciuk – è pronto poi ad uccidere un uomo“. In Ucraina, la sensibilità nei confronti degli animali dell’ex Presidente della Repubblica, è molto nota.

Le importanti dichiarazioni sono state rese nel corso della manifestazione tenutasi a Kiev la scorsa settimana. Nel corso dell’iniziativa è stato denunciato l’incredibile tentativo di approvare con legge dello Stato, l’uccisione di cani e gatti randagi. La morte arriverà a colpi di arma da fuoco.

In pratica una legittimazione dell’attività dei cosiddetti dog hunter, gli sparatori di cani randagi con tanto di siti web dove annunciano i nefasti propositi.

Il permesso di uccidere a colpi di armi da fuoco, verrà inserito in un quadro normativo che in sostanza è di natura venatoria. Cani e gatti, in elenco assieme a cinghiali, cervi, castori ed altri animali da abbattere. “Riforma e miglioramento del sistema di autorizzazioni in materia di tutela dell’ambiente, la gestione e l’uso sostenibile delle risorse naturali e la sicurezza ambientale“. Più chiaro di così! “Selecontrollori“, ovvero come i cacciatori autorizzati, ma in questo caso anche di cani e di gatti. Permessi di caccia che verranno rilasciati gratuitamente dalle Autorità governative.

Secondo i giornali ucraini il promotore della proposta di legge è addirittura il Primo Ministro Mykola Azarov. Si tratta della stessa persona che in più sedi, anche europee, ha sottolineato l’importanza della prevenzione delle crudeltà compiute sugli animali. L’ambivalenza del Primo Ministro ha così trovato la migliore soluzione in favore dei dog hunter.

Se questo è quello che promette la politica, figuriamoci la realtà dei fatti.

Andrea Cisternino, il nostro connazionale che da Kiev ha sempre perorato la causa dei randagi ucraini, informa che l’avvelenamento presso la clinica veterinaria (vedi articolo GeaPress) verificatosi, non senza qualche sospetto, mentre si trovava in Italia, è ben più grave di quanto potesse sembrare. Ai sei cani dei quali già si era saputo, se ne sono aggiunti altri due uccisi anch’essi con il veleno ma in una seconda clinica. Struttura riconducibile alla stessa gestione.
Tutti gli otto cani erano seguiti dalla stessa volontaria. Anzi, sono stati uccisi solo i suoi cani, cercati uno ad uno all’interno di gabbie che ne contenevano altri.

La clinica è ora dotata di telecamere, e comunque i randagi avvelenati non erano curati dai volontari che operano con Cisternino. Ma cosa importa questo?

Il problema ora si pone nel trovare un’area idonea ai poveri cani. Un luogo che difficilmente può essere all’esterno visto che in Ucraina, d’inverno, le temperature posso scendere anche al di sotto dei trenta gradi sotto zero. Una situazione decisamente angosciante e che vede Cisternino sempre più solo.

Finché i riflettori sono stati accesi su Euro 2012 (ovvero la manifestazione calcistica europea che giustificò, fino al finire del 2011, le stragi dei cani autorizzate dalle Autorità) la causa in favore dei randagi ebbe il giusto rilievo internazionale. Chiacchiere o preludio di fatti concreti? In realtà sono scomparsi tutti, riferisce Cisternino. A parte i soldi raccolti da OIPA, lui non ha visto un solo centesimo delle campagne che allora, in Italia, vennero avviate.

Cisternino ricorda come c’è stato pure chi non ha più risposto ai suoi appelli, dopo i fasti del Pantheon ed i vip sul palco della Brambilla (vedi articolo GeaPress). Anche allora si fecero delle raccolte fondi, ma di questo, Cisternino non ha saputo niente, nonostante le specifiche richieste inviate via mail. “Forse perché il randagio ucraino ucciso non fa più pubblicità e cassetta?” si chiede deciso Cisternino. Nonostante tutto, il rifugio che vuole costruire in un’area di 7000 metri quadrati si chiamerà “Rifugio Italia“. Dalla Germania arriverà l’impianto di videosorveglianza mentre dall’Italia neanche più le parole. “Mi piacerebbe sapere – sottolinea Cisternino – dove sono finite le raccolte fondi pubblicamente lanciate e abbondantemente pubblicizzate.”

La speranza di Cisternino è ancora rivolta al nostro ex Ministro degli Esteri Franco Frattini che aveva promesso, presso la nostra Ambasciata, un incontro tra politici locali e volontari di strada. Tra chi, cioè, decide sul destino comune e chi, sporcandosi le mani, senza vip e palchi d’onore scende direttamente in campo strappando i cani dal mortale interesse dei dog hunter. A proprie spese e rischio. A Kiev è finanche girata la voce che dietro il nuovo nefasto interesse nei confronti dei randagi ci sia addirittura il Vice Sindaco. Rastrellamenti già in fase di programmazione e che farebbero forza proprio sulla caduta dell’interesse internazionale nei confronti dei randagi dell’Ucraina.

Ben venga, dunque, l’appello dell’ex Presidente Ucraino Kravciuk. Per lui, ricorda Andrea Cisternino “bisogna fermare le uccisioni di animali in strada e perseguire i killer“. Oggi di cani e domani di uomini.

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