GEAPRESS – Notizie tremende ma anche positive che arrivano più o meno contemporaneamente dall’Ucraina, dove Andrea Cisternino, il nostro connazionale che lavora a Kiev come fotografo, continua la sua battaglia contro le stragi dei randagi.

Il tutto potrebbe essere successo nella notte dell’altro ieri. Alcuni cani, accuditi dai volontari, finiti a colpi di arma da fuoco alla periferia di Kiev. Un’area boscata. In giro si vocifera di alcuni cacciatori. Chiunque sia stato non si può essere sbagliato. I sospetti c’erano già per altra uccisione a colpi di fucile (vedi articolo GeaPress) avvenuta a Brovarì, ad una ventina di chilometri ad oriente della capitale ucraina. A 27 gradi sottozero, qualcuno si è avvicinato alle cucce disposte dai volontari e ha portato a termine l’esecuzione.

Nonostante il formale impegno assunto dalle autorità ucraine lo scorso novembre, le uccisioni dei cani non si sono mai fermate. Prima dell’intervento governativo, però, le uccisioni sono state legali ed appositi forni crematori erano stati attivati per smaltire i poveri resti. Nonostante il bando, però, la strage non è mai cessata. Il tutto per “ripulire” le strade in occasione dei prossimi campionati europei di calcio.

Cisternino, però, invita a non prendersela con i cittadini ucraini. Tra loro, dice, ci sono tanti volontari che si stanno sacrificando per i randagi. Cani ma anche gatti i quali devono confrontarsi non solo con i bruti che li vorrebbero tutti morti ma anche con un inverno che in questi giorni ha portato molte località ucraine a oltre trenta gradi sotto zero. Fiumi gelati, ghiaccio ovunque. Difficile, senza le opportune precauzioni, consentire agli animali di potersi alimentare o abbeverare, senza che nel giro di pochi minuti il tutto si trasformi in un blocco gelato. I volontari costruiscono per questo sorte di fortini. In legno e coperti di terra. In tale maniera, i ricoveri rimangono isolati dalle intemperie esterne.

Andrea Cisternino diffonde ora un video di una normale giornata di lavoro dei volontari. Il filmato mostra un ricovero casalingo. Un locale per i cuccioli ed un magazzino per i gattini. Sono luoghi riscaldati e dove non manca mai l’affetto dei volontari. Poi le cure mediche, le coccole, tante attenzioni che a molti di noi risulteranno familiari.

Sono in tanti e fanno un lavoro grandioso – dice Cisternino – non dobbiamo fare di tutta l’erba un fascio, sarebbe ingiusto soprattutto per loro“.

Dopo la telefonata avuta con il nostro Ambasciatore (vedi articolo GeaPress) incaricato direttamente dal Governo italiano, Andrea è più ottimista. Forse si sono attivati i canali giusti ed anche in queste ore di grande freddo in Ucraina si attendono novità per i randagi. Intanto dalla Germania sono arrivati alcuni veterinari. Staranno fino al 19 febbraio e dovranno sterilizzare i cani randagi.

Staremo a vedere, anzi, se vogliamo aiutare, Andrea ricorda il suo libro. Tante storie, di vita difficile, di randagi, non solo cani …, di solitudine. “Randagi, Storie di Uomini e Animali”. Andrea lo ha pubblicato per finanziare la costruzione di un rifugio, proprio in Ucraina.

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