GEAPRESS – Il diciassette marzo tutti a Bologna. Non più a Ravenna come inizialmente comunicato. Poi, il giorno dopo, manifestazioni anche in Ucraina. Basta con le stragi dei cani. Tollerate, forse finanche ordinate, di sicuro dimenticate.

La voce di Andrea Cisternino, nel video prodotto poche ore dopo gli avvelenamenti all’idroscalo di Kiev, si fa ancora più dura quando si nominano le associazioni italiane. Sono accusate di essersi fatte vedere solo in coincidenza delle note polemiche di Euro 2012, quando alla ribalta internazionale arrivarono le immagini scioccanti di migliaia di cani uccisi. Poi, nulla più. Sparite con le loro bandiere. Dunque, il 17 marzo a Bologna, la preghiera è di partecipare come animalisti anonimi, senza bandiere. Oppure, per dirla con parole di Cisternino, animalisti con il cuore.

Cani moribondi, altri trovati morti in posizioni pietose. Quasi a voler cercare un ultimo riparo adagiando la testa ad un freddo paletto circondato da neve ghiacciata. Poi c’è Marta la cagna che guarda il suo cucciolo morto. “Fino ad un’ora prima – racconta Andrea Cisternino – era vivo e scorazzava nella neve. Poi deve aver ingerito del veleno. Tutto attorno si cercavano i cani morti e moribondi, una scena da incubo“.

Per due dei cani colpiti dal veleno,  la speranza è il quasi unico antidoto per andare avanti. Inavvicinabili, nonostante il veleno in corpo. Stamani i volontari sono riusciti a somministrare il farmaco. Cisternino non demorde. “Hanno passato la notte e potrebbero farcela“.

La realtà è che non c’è posto dove portare i randagi. Una critica, altresì rivolta a chi ha preferito investire nella sterilizzazione dei cani di strada, invece di creare un rifugio. I risultati sono ora sottoterra. All’idroscalo, con i cani d Alina uccisi per far posto ad un parco gioghi (vedi articolo GeaPress), come in un’altra area dove operava il volontario Piotr. In questo caso ad agire sono stati i dog hunter (vedi articolo GeaPress). In molti casi si trattava di cani sterilizzati da associazioni tedesche. Sono ora morti tutti. I pochi superstiti rischiano ogni giorno il nuovo veleno.

La sensazione che si ha in Ucraina è di essere solo all’inizio. Andrea Cisternino lo aveva detto più volte. Appena il freddo sarà meno intenso, le uccisioni riprenderanno. E forse è proprio quello che sta succedendo. Scene drammatiche. Nel buio di un parco, cani morti un po’ ovunque. Poi i volontari che cercano di recuperare gli animali superstiti. Nonostante la salute barcollante, mordono terrorizzati.

L’appello di Cisternino è di non dimenticare. Continuare ad essere vicini ai volontari ucraini e a non inveire contro un intero popolo. Si farebbe un torto a chi, rischiando personalmente, continua ad impegnarsi per i randagi. Il più grande aiuto, intanto, è essere presenti il 17 marzo a Bologna.

Per il resto, riferisce Cisternino a GeaPress “si va avanti, si tirano indietro le lacrime e si continua per riuscire un giorno a fare cambiare qualcosa, in Ucraina come in altri posti ove succedono queste cose“.

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