GEAPRESS – Nuova strage di cani, questo pomeriggio, a Kiev. L’area interessata è nuovamente quella dell’idroparco, già oggetto nei giorni scorsi di un massiccio avvelenamento di randagi (vedi articolo GeaPress).

Dopo i dieci cani uccisi alla volontaria Alina, è ora la volta di altri nove cani. A loro badava un secondo volontario. Di questi ultimi cani, otto sono stati trovati morti, mentre per uno di essi Andrea Cisternino ed i volontari ucraini stanno provvedendo al soccorso presso un ambulatorio veterinario. Il sospetto, come già si è detto per gli altri cani uccisi all’idroparco, è che si possa trattare di una uccisione mirata per liberare il luogo in vista dei prossimi lavori di costruzione di un parco giochi.

Senza tanto mezzi termini, il dito sarebbe puntato contro gli operai del Comune.

Sembra che Andrea Cisternino sia stato contattato da una televisione del posto. Domani, probabilmente, la denuncia in diretta TV.

Denunce che Cisternino in questi giorni non ha risparmiato neanche nei confronti delle associazioni italiane, accusate di aver cavalcato l’onda della notorietà in occasione delle polemiche di Euro 2012, per poi abbandonare il campo. Come è noto, gli europei di calcio furono preceduti dalle accuse rivolte alle autorità ucraine di avere programmato la strage dei randagi. Tali interventi vennero poi dichiarati illegali, ma di fatto non si sono mai conclusi. Tollerati, se non addirittura ordinati sebbene non ufficialmente.

Intanto, in poche ore, i cani uccisi sono saliti a 36. Particolarmente raccapricciante quanto occorso ai randagi del volontario Piotr (vedi articolo GeaPress). Diciotto animali, in questo caso uccisi dai dog hunter che hanno rivendicato l’esecuzione nel loro sito web.

Cani avvelenati ed accoltellati. Anzi, proprio in merito agli accoltellamenti, potrebbero esserci delle novità. Secondo quanto ipotizzato da Andrea Cisternino, parrebbe che uno dei cani così uccisi, abbia morso, prima di soccombere, uno dei dog hunter. Il sangue sparso in terra potrebbe essere quello di un uomo. Per questo Cisternino ha provveduto a contattare un investigatore.

Un impegno, quello di Cisternino, che continua ad essere a 360 gradi. Un impegno che continua a portare avanti praticamente da solo. Nonostante ciò, sta di fatto riuscendo a smuovere gli animi di non poche persone. Se in Germania, infatti, gli animalisti stanno organizzando una manifestazione, una analoga iniziativa sarebbe già stata prevista per il nove marzo a Ravenna. Il dieci dello stesso mese, invece, si replica in Ucraina.

Intanto, dal luogo della strage dei cani del volontario Piotr, sono stati allontanati tutti i cani superstiti. Neanche il tempo di concludere l’intervento e dall’idroparco arriva la chiamata di questo pomeriggio. Altri nove cani.

A Piotr, un “uomo grande e grosso” come riferisce Andrea Cisternino, non è rimasto altro da fare che piangere e smontare le casette dei cani ai quali badava. Ormai non servono più.

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