GEAPRESS – Nuovi orrori a Kiev. Il luogo viene tenuto segreto. Basti sapere che si tratta di un cantiere edile e che un ritardo di sole 24 ore ha comportato la morte di tre cuccioli di cane. Tre femminucce, trovate sporche di sangue e disposte in terra come ai vertici di un triangolo.

La denuncia è sempre di Andrea Cisternino, il nostro connazionale impegnato a Kiev nella difesa dei randagi. Le tre cucciole erano state abbandonate dentro uno scatolo. Il custode del cantiere si era preso cura di loro. Sono bastate poche ore. Qualcuno ha raggiunto i cuccioli e li ha uccisi. Tutto fa pensare che siano state colpite con un bastone o forse battute in terra. Di certo sono state trovate a pancia in sù nel prato. Sembravano ranocchie.

I fatti sono avvenuti ieri e la particolare disposizione dei cuccioli farebbe pensare ad una macabra messa in scena.

Disposte come ai vertici di un triangolo – afferma Andrea Cisternino in un video da poco pubblicato su you tube – Questo è quello che l’uomo è in grado di fare a creature così piccole“.

L’autore di tale efferato gesto quasi sicuramente non verrà mai scoperto, ma appena venerdì scorso un dog hunter sarebbe stato visto all’opera. Un ragazzo sui trent’anni, con la barba, cappellino e tuta. E’ arrivato presso una colonia di randagi accudita da una signora. Ha aperto un sacchetto ed ha iniziato a disseminare il terreno di pezzi di carne. La volontaria, intervenuta subito, scopre così che si tratta di pezzi di salsiccia con all’interno pastiglie. La Milizia accoglie la denuncia della volontaria, ma incredibilmente non accetta in consegna la probabile prova dell’avvelenamento.

Ci penseremo noi a fare analizzare l’esca – dichiara Cisternino – Almeno in questo caso la vicenda non si è conclusa con la morte dei cani. Spero al più presto – ha aggiunto Cisternino – che il rifugio che ho in progetto possa fornire una speranza ai randagi bisognosi di Kiev

Rifugio Italia. Così Cisternino vorrebbe chiamarlo. In più occasioni il nostro connazionale ha collegato la nuova ondata di uccisioni di cani con il calo di interesse che a livello internazionale c’è stato nei confronti dei randagi di Kiev. Disinteresse che sarebbe iniziato subito dopo la fine i campionati europei di calcio. Ricordiamo, infatti, come fino allo scorso anno l’uccisione dei cani randagi, sebbene non per avvelenamento, era legale. Lo scalpore suscitato dalle esecuzioni di massa, fece imporre un deciso dietro front alle autorità ucraine. Spenti i riflettori le esecuzioni, sebbene formalmente vietate, sono riprese con veemenza. In Ucraina è stato finanche proposto un testo di legge che equipara cani e gatti randagi alla fauna selvatica da finire a fucilate.

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