GEAPRESS – Rientro problematico, l’altro ieri, per Andrea Cisternino. Il fotografo italiano da anni residente in Ucraina, aveva da poco completato una serie di incontri in Italia tra i quali quello con l’ex Ministro degli Esteri Franco Frattini. L’oggetto era ancora una volta la grave situazione dei cani randagi in Ucraina e le persecuzioni alle quali sono soggetti in vista dei prossimi campionati europei di calcio. Cani uccisi in varia maniera. Cani, comunque, indesiderati perché considerati uno spettacolo brutto in attesa di accogliere le squadre di calcio.

Ora i boiacani ritornano a pubblicare le piazze delle prossime uccisioni e più di un brivido corre lungo la schiena dei volontari. E’ già successo e purtroppo le anticipazioni si sono poi puntualmente verificate. Comunicazioni ufficiali fino allo scorso novembre, ovvero con il consenso del Governo. Poi, dopo il formale divieto conseguito alle proteste internazionali, il tutto è passato in mano a soggetti che sembrano uscire fuori da un romanzo criminale. Di loro non si sa molto. Ad esempio per conto di chi continuano la loro opera di sterminio.

Al suo rientro a Kiev, Andrea ha dovuto recuperare il primo cane da un contenitore dell’immondizia (vedi Video). L’addetto delle pulizie, chiamato dopo il grave ritrovamento, ha riferito come da almeno venti anni lui stesso ripone nei contenitori i cani trovati in strada avvelenati. Poi un altro episodio che complica ancora di più le già forti perplessità sull’operato delle forze di polizia. Per ben cinque volte la volontaria ha tentato di farsi consegnare dalle mani di una mendicante, un povero cucciolo visibilmente smagrito e disidratato. Evidentemente, alla mendicante, conveniva di più tenersi il cucciolo che farsi pagare dalla volontaria. Poi, infine, la visita assieme alla polizia ed a questo punto la donna ha ceduto il povero animale. Dal veterinario, l’amara sorpresa. Quella che sembrava una ferita la collo, forse un taglio, era in effetti la traccia lasciata da un forte elastico. Stretto alla gola e sull’addome, impediva al povero animale di cibarsi. Le condizioni tremende nelle quali si era ridotto, intenerivano ancor di più le persone e invogliavano così a dare dei soldi alla mendicante.

Della cosa ne hanno parlato anche i telegiornali locali e qualcuno, finalmente, sottolinea l’inadeguatezza delle leggi ucraine in tema di difesa degli animali. Non che in Italia le cose stiano molto meglio, ma quei sei mesi di carcere, come pena massima, fanno pensare che la punizione sia assolutamente teorica. Probabile, infatti, che anche in Ucraina sia prevista una soglia di punibilità che, al di là della condanna inflitta, annulla il suo effetto. In Italia, ad esempio, è così, almeno per le pene di natura detentiva in tema sia di maltrattamento che di uccisione di animali.

Il cucciolo tolto alla mendicante ora sta meglio ed è curato da un veterinario. La mendicante, però, parrebbe aver ripreso la sua attività. Secondo informazioni raccolte dagli animalisti cambierebbe i cuccioli ogni due settimane. La presenza della polizia, hanno riportato i giornali locali, sembrava più per atto dovuto.

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