GEAPRESS – Nuova strage di cani a Kiev. A denunciarla è sempre Andrea Cisternino che dall’Ucraina ha dato voce alla disperazione dei volontari. Questa volta il caso è un po’ più particolare rispetto alle uccisioni dei cosiddetti dog hunter. I dieci cani uccisi con il veleno ed a colpi di fucile nei pressi dell’idroparco, avrebbero rappresentato un impedimento per la costruzione di un parco giochi.

Questa la denuncia di Andrea Cisternino. Le voci più insistenti riferiscono addirittura di addetti comunali che in tal maniera avrebbero “liberato” il posto. Tutto sommato una impostazione identica a chi, in occasione degli europei di calcio, aveva pensato di ripulire le strade di Kiev dai randagi. Un intervento voluto dalle autorità, almeno nella fase iniziale.

Mai, chi ha organizzato tale scempio, si sarebbe potuto aspettare un ritorno di immagine così negativo. Un imbarazzo che in qualche maniera qualcuno ha dovuto affrontare fino al compimento degli europei di calcio. E’ stato questo il caso delle autorità del mondo del calcio. Poi le altre voci del dissenso e condanna, salite sul carro dell’indignazione per poi scordarsi del tutto il problema. Un aspetto, questo, più volte criticato da Cisternino.

L’aspetto più inquietante è l’ampia indifferenza, sia nei confronti del caso in generale che verso gli aspetti più particolari.  Nel futuro parco giochi, ad esempio, di randagi accuditi dalla volontaria Alina, ve ne erano ben ottanta. Questo fino all’inverno scorso. Tutti uccisi. Gli ultimi dieci sono andati via a colpi di fucile e di bocconi avvelenati proprio ieri. Non più dog hunter ma, si dice, persone direttamente interessate ad avere mano libera per la costruzione della nuova struttura.

Non tutti, però, si sono scordati della battaglia di Andrea Cisternino. La sua recente visita in Italia è stata occasione di numerosi incontri. Poi la trasmissione televisiva di Licia Colò, “Alle Falde del Kilimagiaro”. Ora, sulla via del ritorno a Kiev, l’annuncio delle manifestazioni che saranno organizzate contemporaneamente in Ucraina e Italia. Unica preghiera di Cisternino è quella di non portare bandiere italiane. Ovviamente il riferimento non è alla bandiera nazionale, bensì a quelle delle associazioni  animaliste italiane. “C’è chi si è fatto tanta pubblicità – riferisce Cisternino – ma dopo euro 2012 è sparito facendo tornare i randagi ucraini a morire in silenzio. Vorrei animalisti anonimi – riferisce Cisternino – che hanno a cuore gli animali perchè li amano veramente e non per la politica o altro“.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTOGALLERY: