GEAPRESS – Drammatico messaggio pervenuto stamani da Andrea Cisternino “Sono in mezzo ad una strage, non so che fare”.

Un ballo con la morte. Ti giri continuamente ed ovunque vedi cani morti. Scene forti che rincorrono altri orrori, fatti di cadaveri, occhi bassi ed indifferenza. In questo caso, accoltellati ed avvelenati.

Non puoi fare a meno di non vederli, perchè sono veramente ovunque. Nella neve rosso sangue. Accoltellati ed avvelenati. Tre, quattro, sette, otto, dodici, sedici, infine diciotto. Un conteggio folle, scatenato da ogni logica, perchè solo tentando di non cedere alla follia puoi arrivare a contare diciotto corpi dilaniati dal fendente e dagli spasmi del veleno.

Questo quanto scoperto stamani da Andrea Cisternino che aveva accolto l’appello del volontario, suo amico, Piotr. Poche ore prima i cani di Alina, una volontaria dei luoghi. Erano gli ultimi dieci di ottanta che vivevano fino ad un anno addietro nei pressi dell’idroparco di Kiev (vedi articolo GeaPress).

Cisternino, Piotr e due volontarie raccolgono, uno ad uno, tutti i diciotto cani. Li allineano sulla neve. Il paragone potrà sembrare forte, ma l’orrore difficilmente ammette classifiche. Quella fila sembra l’effetto di un plotone di esecuzione. Questa volta il colpevole ha un nome o comunque qualcuno che non ha temuto di lasciare traccia del suo orrore. Ha rivendicato il disastro in un sito web di dog hunter. In Ucraina, del resto, si scontrano sensibilità molto diverse. Chi sarebbe disposto a farsi ammazzare per un cane e chi invece, nello stesso studio televisivo, si presenta a viso scoperto e rivendica la morte di migliaia di animali (vedi articolo GeaPress).

Non c’è molto da dire se non che da quelle parti, per ora, l’insensibilità è a galla. Non facciamoci, nonostante tutto, meraviglia. Si rischierebbe di fare un torto ai tanti volontari che in Ucraina si battono per i randagi. Quelli che sono scesi in strada, che hanno esternato la propria rabbia.

Cisternino e gli altri volontari, rimangono determinati. Vogliono organizzare delle manifestazioni contemporaneamente in Ucraina ed in Italia. “Senza bandiere di associazioni italiane – conferma Cisternino – lo capirete dal video che ho in preparazione“.

Cisternino, già in più occasioni, ha dichiarato di essersi sentito abbandonato. Un problema da qualcuno cavalcato quando lo scandalo di quegli europei di calcio imposti dopo aver “ripulito” le strade dai randagi, lo aveva portato alla ribalta. Poi il tutto è stato lasciato lunga la strada dell’indifferenza.

Evidentemente le luci di quella ribalta non servivano più. Quei cani, aveva già avuto modo di lamentarsi Cisternino, non sono morti solo a causa dei dog hunter, ma anche di indifferenza.

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