GEAPRESS – Centrati da colpi d’arma da fuoco oppure attirati con patate avvelenate. Continuano senza sosta le stragi dei cani di Kiev ma anche di altre città dell’Ucraina, in vista dei prossimi campionati europei di calcio. Appena due notti addietro l’ultimo episodio. Un gruppo di cani di quartiere di Kiev, sterilizzati ed accuditi dai volontari (nella foto di Andrea Cisternino). Finiti con le patate. E’ rimasto un cucciolone che però non si riesce a portare via. Poi, mentre Andrea Cisternino, il nostro connazionale che vive a Kiev e che ha denunciato la mattanza, si precipita sul luogo dell’accaduto, altri cani, poco distanti, mangiano le micidiali patate.

E dire che lo scorso novembre le autorità ucraine avevano annunciato la cessazione dell’attività dei famigerati forni. Vere e proprie strutture crematorie, dove venivano smaltiti i corpi dei cani uccisi. Il 27 novembre, una mattanza al veleno. Appena ieri, l’ultima carneficina. Pochi giorni prima, altri cani centrati da colpi d’arma da fuoco. Ce n’è abbastanza per fare pensare che la strage messa in atto e poi sospesa, è solo nell’ufficialità.

Segnali contrastanti. Il Vicesindaco di Kiev ha dichiarato che il problema dei randagi verrà risolto umanamente (?), mentre il Sindaco di un centro del comprensorio ha annunciato , informa sempre Andrea Cisternino, che verranno catturati i cani aggressivi e malati. Ma chi certifica su malattie e aggressività? Una sorta di consiglio di condominio, al quale, ricordano i giornali locali, era stato dato l’incarico di eseguire i prelievi per … i forni crematori!

A Kiev, nel corso di una riunione che si è tenuta venerdì scorso alla presenza di Associazioni animaliste internazionali (Cisternino, però, non è stato invitato) è stato annunciato che saranno perseguiti i responsabili delle uccisioni e ad intervenire sarà la Polizia ed un Veterinario. “Tanto i randagi li uccidono di notte”  riferisce Cisternino. Ad ogni modo è un segnale ed in effetti ieri mattina a Kiev, è intervenuta sia la Polizia che un Veterinario. Andrea Cisternino ha preso a cuore il problema. Nella sua casa di Kiev vive con un cucciolone salvato dal veleno.

Se non riuscirò ad adottarlo lo terrò con me“, ci dice Andrea. “Ha ancora dei problemi, ma almeno lui si è salvato“, aggiunge il nostro connazionale che in Ucraina continua la sua attività professionale di fotografo. E’ molto conosciuto, ed ora, tra i suoi impegni, c’è anche quello di riuscire a finanziare una struttura di accoglienza per i randagi. In Ucraina è difficile trovare mezzi per i volontari che accudiscono i cani. Andrea ha pensato allora di stampare un libro: “Randagi, Storie di Uomini e Animali” – ‘Non con parole, ma con scatti in bianco e nero di animali e uomini, un fotografo dà voce a chi non ha voce (o casa o sostegno)’ – Così si presenta il libro di Andrea, fotografo pubblicitario e animalista convinto.

I volontari non hanno mezzi – riferisce Andrea – e nonostante quello che dice la UEFA e il Ministro dell’Ambiente ucraino, nessuno aiuta i randagi“. Un reportage meticoloso, durato ben due anni e illustrato con 180 fotografie in bianco e nero, scattate per le strade di Kiev.

E proprio da chi vive direttamente in strada la triste realtà dei randagi ucraini, giunge ora l’ultima vibrante protesta . Le Associazioni internazionali non si devono limitare ad inviare letterine, oppure a partecipare, come nel caso di venerdì scorso, agli incontri con le autorità. “Devono venire in strada – dice ancora Andrea Cisternino – a vedere quello che succede ogni giorno, come continuano ad essere uccisi i randagi“.

A chi affronta quotidianamente e concretamente questa drammatica situazione, come nel caso di Alexandra una delle volontarie di Kiev, Andrea ha promesso di costruire una struttura per accogliere cani e gatti senza padrone. Lo scopo del libro, oltre che finanziare un intervento diretto in Ucraina, è anche quello di fare capire un concetto tanto semplice quanto difficile da attuare. “Uomini e animali sono uguali“.

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