GEAPRESS – 580 cani e gatti uccisi nella sola provincia di Napoli dall’inizio del 2010. E questi sono solo i casi accertati.

La denuncia è del commissario regionale dei Verdi F.E. Borrelli.

Avvelenati, investiti, soffocati, annegati, massacrati a colpi di accetta, usati per sacrifici in messe sataniche, dissanguati lentamente privandoli degli arti o degli occhi.

I luoghi delle stragi sono sempre gli stessi: Monte Faito, Pianura e Castellammare di Stabia, dove il Sindaco fa divieto ai cittadini di sfamare i randagi, scatenando una  polemica con il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini intervenuta contro tale provvedimento.

In occasione della strage di Monte Faito, che risale al marzo 2010,  era nato su FaceBook “Il popolo in nero”  (nella foto), oltre 5mila iscritti, che il 21 marzo aveva sfilato, forte di più di 3mila persone, a Castellammare di Stabia per dire basta alla mattanza dei randagi.

Ma nonostante questi civilissimi cittadini, il problema continua come dimostra anche la mattanza dei gatti a Capri.

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