GEAPRESS – Ha trovato infine adozione, anche se in maniera tribolata. Peter, il cane da caccia trovato a Trapani lo scorso giugno, orrendamente ferito e con le larve di mosca (vedi articolo GeaPress), aveva rischiato di venire consegnato, come se nulla fosse successo, al suo detentore. La diffida del PAE (Partito Animalista Europeo) bloccò il tutto ed il cane rimase al canile di Trapani (vedi articolo GeaPress).

Nel verbale della Polizia Municipale, redatto al momento del ritrovamento del cane, risulterebbe l’identificazione di una persona che avrebbe asserito la presenza da più tempo del povero cane. Enrico Rizzi, coordinatore nazionale del PAE oltre che oriundo trapanese ne è sicuro. “Ho visto quel verbale – riferisce Rizzi – dove compare un testimone che ha dichiarato come quel cane era nei luoghi da più tempo“.

Il padrone, un cacciatore di Mazara del Vallo (TP), rintracciato tramite il microchip, cercò di difendersi sostenendo che il cane era stato da poco tempo smarrito. A prescindere da come sia andata la vicenda, non era però stata presentata alcuna denuncia. La diffida di Rizzi, nel frattempo, blocca la consegna indolore, nel senso che al padrone vengono ora contestate più sanzioni amministrative, oltre i costi dell’intervento chirurgico e le spese giornaliere di mantenimento. Niente reato di abbandono, però.

Poco tempo addietro, la svolta. Il signore di Mazara del Vallo, forse sollecitato dal canile o forse valutato che nel frattempo le spese giornaliere continuavano ad essere a lui addebitate, decide di riprendersi il cane. Gli atti prodotti, sebbene contestati da Rizzi, depongono ora a sua favore. Sta di fatto che pagato il tutto, apre il bagagliaio e chiude il cane al suo interno. Via, verso Mazara del Vallo. Qualcuno, però, avverte Rizzi che a sua volta avvisa la Polizia Stradale. Nel frattempo anche altri volontari sono stati allertati ed una ragazza, poco convinta del ritorno del cane al suo originario padrone, riesce a bloccare quella macchina. Chiede del cane. Il signore apre il bagagliaio e glielo consegna, a quanto pare senza pensarci due volte.

Mi dispiace solo che quella macchina non sia stata raggiunta per prima dalla Polizia Stradale – riferisce ora Enrico Rizzi – e mi chiedo ancora come sia stato possibile non denunciare l’abbandono“.

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