GEAPRESS – Due versioni contrastanti. L’oggetto è il sequestro amministrativo scattato ieri, su iniziativa dell’ASL Veterinaria di Trapani, della struttura di canile municipale (vedi articolo GeaPress).

Secondo un comunicato rilasciato dal Comune di Trapani sembrerebbe quasi che il provvedimento sia scaturito grazie ad una azione della stessa Amministrazione. “Il provvedimento di sequestro – riferisce infatti una nota del Comune – è l’epilogo di un processo avviato circa sei mesi fa quando, subito dopo l’insediamento, il Sindaco, a seguito di sopralluogo presso il canile municipale, aveva richiesto una serie di verifiche sulle condizioni igienico – sanitarie e strutturali. Evidentemente l’ASP si è attivata, fornendo prescrizioni e richiedendo adempimenti che hanno comportato l’avvio di procedure amministrative abbastanza lunghe e complesse, per cui è intervenuto prima il provvedimento di chiusura“.

Su quanto però dichiarato dal Comune arriva la tegolata del Partito Animalista Europeo che non solo aveva rivendicato l’inizio dello stesso iter che ha portato al sequestro, ma riporta in favore della sua tesi quanto sarebbe stato riferito dal dott. Angelo Giudice, dirigente provinciale dell’ASP di Trapani. State quanto riportato l’ASP negherebbe che il sequestro sia il frutto di un processo avviato dall’Amministrazione comunale retta dal Sindaco Damiano. Al contrario l’Asp aveva più volte sollecitato l’adeguamento del canile alle nuove norme, senza ottenere risultato.

Dunque una polemica che perdura e sulla quale Enrico Rizzi, coordinatore nazionale del PAE, non fa mancare le sue critiche alle inefficienze più volte denunciate in tema di prevenzione e controllo del randagismo.

Quella dell’ASP, riferisce Rizzi, è una “irrefutabile e referenziata” smentita al Sindaco di Trapani.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati