GEAPRESS – Gravi lacune presenti nel territorio trapanese in merito alla prevenzione del randagismo. Lacune talmente gravi da far presupporre ad Enrico Rizzi (coordinatore nazionale del PAE – Partito Animalista Europeo) una possibile violazione della legge 189/04 sul maltrattamento di animali. Chi, nel caso, è imputabile di tutto ciò? Per Rizzi non ci sono dubbi, ovvero chi per legge delegato al rispetto della specifica disposizione, ovvero il Sindaco. Vito Damiano, il Sindaco di Trapani, è finito così, assieme ad alcuni funzionari del Comune, nell’atto di significazione e diffida a lui indirizzato da Rizzi. “Un vero e proprio ultimatum” riferisce il Coordinatore del PAE.

Tra i fatti più gravi ravvisati da Rizzi, ci sarebbe la chiusura del canile municipale, prevista dalle ore 13:00 di sabato e fino alle ore 08:00 del lunedì successivo. In tal maniera, sostiene Rizzi, gli animali sarebbero privi delle cure giornaliere prescritte dai veterinari. Poi i disagi igienici, oltre le preoccupazioni sulla disponibilità di cibo ed acqua. A ciò si aggiunge la mancanza del servizio di reperibilità degli accalappiatori in orari extra lavorativi.

Per Rizzi un fallimento delle politiche sul randagismo oltre il rischio di ripercussioni sui cittadini e sul benessere degli animali.

Il Sindaco non può dimenticare – riferisci Rizzi – che ci sono delle leggi regionali, nazionali ed europee in tema di benessere degli animali“. Rizzi si propone pertanto come interlocutore, congiuntamente ai Servizi Veterinari ASL per un tavolo tecnico al fine di trovare una soluzione alle irregolarità elencate nell’atto di diffida. “In caso di mancata risposta – tuona Rizzi – il nostro legale, Avv. Donatella Buscaino, avviserà immediatamente la Magistratura e certamente chiederemo il sequestro della struttura comunale“.

Abbiamo cercato di metterci in contatto con il Sindaco di Trapani, senza riuscirci. Qualora lo volesse saremo lieti di ospitare una sua replica.

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