GEAPRESS – Appena si sente parlare di lui, c’è chi rimane afflitto da orticaria. Altri lo adorano, quasi tutti, più o meno, gli riconoscono l’entusiasmo anche quando lo mandano a quel paese. Enrico Rizzi, trapanese, è il noto, almeno in ambiente animalista, coordinatore nazionale dei circoli del PAE, il Partito Animalista Europeo. La sua vita, però, è costellata di tanti passaggi in varie associazioni. Tutte animaliste, tiene a precisare. Di sicuro appena un cane o altro animale è oggetto di solo sospetto maltrattamento, nessuno lo ferma più. Dai circhi, ai palii di cavalli, ai canili, passando per i negozi di animali e le pelliccerie. Dalle stelle marine stecchite ed esposte in un negozio con sospetta violazione delle norme Cites, fino ad una pellicceria della sua città che nel giro di pochi minuti si ritrovò circondata da infinite candeline mortuarie, piazzate in memoria di visoni ed ermellini.

Poi la scelta della politica. Anzi, su questo punto, in ambiente animalista si era un poco vociferato. Quando era data per certa la sua appartenenza a Forza Italia, si fece invece fotografare con i giovani comunisti. Tutti amici miei, disse. E poi, aggiunse Rizzi, mi hanno appoggiato nelle mie battaglie in difesa degli animali. Senza entrare molto nel privato, diciamo solo che ha una madre molto sensibile alle tematiche da lui affrontate ed una fidanzata alla quale è da sempre legatissimo. Ovviamente anche la fidanzata condivide le sue battaglie. Viceversa, riteniamo, sarebbe impossibile ogni semplice frequentazione, anche telefonica. Perché Rizzi, chiama, sollecita, invia fax, mail, post nel suo facebook e non solo. Va alle trasmissioni televisive a difendere i maialini della corsa di Bassiano (LT), e poi spunta ad una manifestazione contro i cacciatori veneti e riappare poi nei pressi di Butera (CL) per difendere l’oca appesa alla corda. Il 31 dicembre, invece, si ritrova in una sperduta campagna di Marsala a recuperare, assieme al Corpo Forestale della Regione siciliana, un’Aquila minore. “Mi avevano chiamato per un consiglio sul veterinario. Che dovevo fare – si chiede Rizzi – li ho raggiunti subito anche se ho rischiato di passare la mezzanotte, perso tra i vigneti di Marsala“.

In barba a qualche ignaro che lo accusa di far soldi con gli animali, lui, anche se non lo dice, ha un lavoro tutto suo che lo porta a girare per la Sicilia. Una trottola che spende il suo guadagno in diffide, denunce, avvocati, marche da bollo e spese telefoniche (non poche devolute al suo operatore nei contatti anche con questa Redazione..).

Poi dopo tante esperienze in Associazioni, il suo approdo nel Partito Animalista Europeo. Dove poteva finire Rizzi? Così dissero i soliti denigratori. Sarà di destra, di sinistra o di Casini? In fin dei conti che differenza c’è, almeno quando si deve parlare di difesa degli animali? Ed eccolo allora apparire quale candidato alle prossime comunali di Trapani, nel partito del Presidente della Camera Gianfranco Fini. Alla faccia dei contradaioli di Siena che lo hanno accusato di essere una sorta di dependance della Brambilla (questo perché nel suo facebook c’è una foto assieme alla “rossa”, come viene appellata dai cacciatori). Enrico Rizzi, però, quando presentò la sua candidatura disse pure che era stato conteso da altri partiti, tra cui uno molto importante. Una nuova sparata, continuò ad accusarlo chi proprio non lo sopporta. Il giorno dopo il suo annuncio, però, apparve sugli organi di informazione di Trapani, un risentito comunicato di un responsabile del PdL locale, che l’accusava di avere disatteso le speranze di una sua candidatura. Ne nacque una nuova polemica, ma nel frattempo mise in piedi il suo comitato elettorale. Un grazioso ufficio, come quelli che giustamente hanno tutti i candidati, destinato ad accogliere gli elettori. Comunicati a raffica, appuntamenti ed iniziative ricavate, lui solo sa come, tra gli interstizi temporali del suo lavoro. Poi foto, strette di mano e un sorriso che però Rizzi ha di sua natura.

Non ci siamo mai occupati delle situazioni relative alla candidatura, e quando lo abbiamo ospitato è stato solo per le sue iniziative extraelettorali. Dai pesciolini vivi gettati in un piatto di una trasmissione di Italia 1, ad un canile abusivo di un cacciatore da lui denunciato, alle mucche legate orrendamente vicino Trapani (tanto per citare gli ultimi interventi). Ma all’ultimo comunicato con sfumature elettorali, non abbiamo resistito. Riguarda proprio il suo ufficio. Evidentemente è diventato molto noto, ed un suo collaboratore ha trovato ieri mattina uno scatolo proprio sull’uscio del locale. Minacce? Pacco bomba (magari finto)? No, un pacco di cuccioli, abbandonati da qualcuno che evidentemente conosce troppo bene come la pensa Rizzi. Lui si infuria e ricorda a tutti che abbandonare gli animali è un reato. A Trapani, dice, l’abbandono è ormai una vera e propria emergenza. Per questo motivo chiede ora un incontro con il Prefetto, il Sindaco e il Comandante della Polizia Municipale. Poi, comunica sempre alla stampa, metterà un impianto di video sorveglianza nel suo ufficio elettorale. Finanche mentre stiamo scrivendo questo articolo arriva un’altra novità. Oggi ha una udienza in Tribunale. Era stato aggredito da un circense nel corso di una manifestazione animalista. Ovviamente la violenza va sempre condannata, ma chissà perché, ancora una volta, ci viene da pensare che il circo continua a sbagliare tutto.

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