GEAPRESS – Il sospetto è che siano finiti nel giro dei combattimenti clandestini. Nove cuccioli di Pit bull rubati dal canile comunale di Trapani nei giorni scorsi. L’elenco dei cani sottratti dalla struttura è però più lungo. In due anni i casi sono innumerevoli. Questo secondo Enrico Rizzi, coordinatore del PAE (Partito Animalista Europeo) il quale, con una lettera inviata al Comandante della Polizia Municipale di Trapani, ha chiesto di conoscere lo stato di funzionamento, manutenzione e gestione dei sistemi di videoripresa presenti all’interno della struttura comunale.

Il canile è, infatti, dotato di un impianto di videosorveglianza, ma qualcosa, evidentemente, non ha funzionato a dovere. Le telecamere, secondo quanto comunicato dal Coordinatore del PAE, sono state installate da circa un anno fa. Non è chiaro, a questo punto, se sono correttamente funzionanti e se le stesse sono piazzate in maniera tale da svolgere regolare registrazione video. Rizzi ha, altresì, chiesto informazioni circa il posizionamento ed orientamento della strumentazione e quanto altro utile a comprendere l’efficacia del predetto sistema di videosorveglianza.

Negli ultimi anni i Pit bull sembrano essere tornati di moda. Non è chiaro quanto il fenomeno sia legato ai combattimenti per i quali, rispetto agli anni ruggenti del fenomeno, ovvero tra il 1990 ed il 2000, giungono poche o nulle informazioni. Secondo quanto riferito dagli inquirenti nel corso di interventi di polizia in ambienti difficili, come il quartiere Scampia di Napoli, il Pit bull potrebbe essere stato elevato ad una sorta di status simbol. Nel passato, furti di cani Pit bull si ebbero anche presso il canile municipale di Palermo. In questo caso si trattava di cani sequestrati dalle Forze dell’Ordine.

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