GEAPRESS – Qualcuno ha avvicinato il fucile tipo caccia alla zampa anteriore sinistra ed ha premuto il grilletto. Questo, con tutta probabilità, quanto successo nella notte tra venerdì e sabato scorso in contrada Sant’Onofrio nel Comune di Trabia (PA). La rosa di pallini, infatti, non lo ha colpito in altre parti, ma solo in un punto estremamente concentrato. Quanto è bastato per lasciare penzoloni un moncherino di zampa tenuto dai tendini.

Il povero randagio è rimasto così per tutta la giornata di sabato, quando un abitante del luogo lo ha notato ai bordi della carreggiata. A questo punto i soccorsi sono stati immediati sebbene interamente ricaduti sulle spalle dei volontari. A recarsi sul posto Giuseppe Purpi, volontario LIDA, Laura Muriella delle Guardie Ambientali e Gabriele Favara. Il cane era in condizioni pietose, ma ancora vivo.

Nella notte di sabato è avvenuto l’intervento chiururgico con l’inevitabile amputazione dell’arto. Per questo, infatti, non c’era niente da fare. Il cagnolone, forse un incrocio di rottweiler, è ora tenuto in stallo temporaneo e sembra aver ripreso il carattere gioioso che lo caratterizzava.

Era ben voluto – riferisce Giuseppe Purpi a GeaPress – e giocava pure con i bambini. Ad ogni modo – continua il volontario della LIDA – lasciarlo per terra in tale stato e per una intera giornata è come avergli sparato di nuovo“.

In altri termini il Comune si deve assumere le sue responsabilità e per questo i volontari presenteranno direttamente al Sindaco la nota spese del Veterinario. La gestione dei randagi, come è noto, è di competenza dei Comuni che però, in molti casi se ne scordano. Lo stesso colpo di fucile che ha centrato la zampa di Gregory, così è stato chiamato dai volontari, rappresenta la sbrigativa quanto crudele maniera di “risolvere” il problema del randagismo.

Come il veleno” – aggiunge sconfortato Purpi. “Noi ci siamo – conclude il volontario – ma occorre un lavoro in sinergia con le istituzioni“.

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