GEAPRESS – La presenza di numerosi cani vaganti, gli incessanti latrati, anche notturni, e le loro deiezioni sui marciapiedi, sarebbero stati oggetto dell’esposto, inoltrato al Comune di Termini Imerese(PA) da parte dei residenti sul lungomare Cristoforo Colombo. Queste motivazioni sarebbero state poi assorbite per emanare il provvedimento del Sindaco della città, Totò Burrafato, che ha disposto il divieto di alimentazioni dei cani randagi.

L’Ordinanza, in vigore dal 22 Ottobre, sancisce, infatti, “il divieto di alimentare in alcun modo, predisponendo cibo ed acqua in aree pubbliche o private soggette ad uso pubblico, i cani randagi entro un raggio di cento metri, attorno la scuola elementare Torracchio”. Inoltre, “l’inadempienza al presente divieto verrà assimilata ad abbandono di rifiuti sul suolo, ed in quanto tale passibile di irrogazione di sanzione amministrativa pecuniaria da euro 25,00 a euro 155,00.

L’area interessata è comunque circoscritta, più che altro ad una specifica situazione che farebbe capo all’accudimento di alcuni cani provenienti dall’area portuale, dove più volte si sono presentati casi di avvelenamento. A quanto pare problemi con chi bada ai cani. Forse per questo i pareri sono questa volta discordi. Se per le Guardie Ambientali di Termini Imerese, il provvedimento potrebbe far fronte ad un problema reale, Enrico Rizzi, coordinatore Nazionale del PAE (Partito Animalista Europeo) ha già inviato al Sindaco di Termini Imerese una diffida.

Già ieri, però, il Sindaco  era stato contattato del volontario della LIDA Giuseppe Purpi.  Ordinanza  in contrasto con la legge sul benessere degli animali. Così era stato riferito congiuntamente all’annuncio di diffida e possibilità di ricorso al TAR. 

 “Il diniego del Sindaco – dichiara Giuseppe Purpi a GeaPress – mi ha indotto a denunciare subito la vicenda ribaltata  velocemente anche grazie ai social network. Un provvedimento – ha aggiunto Purpi – che non risolve niente e derivato solo dal fatto che una persona fornisce del  mangiare ai cani creando a quanto pare disagio“.  A Termini Imerese,  quello che occorre è mettere subito a norma il canile municipale e procedere celermente alle sterilizzazioni. 

Il Sindaco Burrafato, contattato da GeaPress, dal canto suo difende il provvedimento. “Credo di agire nell’interesse comune – riferisce il Sindaco – si tratta di una misura tampone volta a prevenire ulteriori episodi spiacevoli, tenendo conto non solo delle istanze dei residenti, ma anche dell’incolumità degli animali che popolano quelle zone, in passato fin troppo spesso mal tollerati, finanche avvelenati”.

Niente da fare. Rizzi ricorda al Sindaco proprio i recenti gravi casi di avvelenamenti dei cani, mai risolti (vedi articolo GeaPress).

Del resto che la misura adottata sia pienamente legittima è quantomeno dubbio. Qualche mese fa, il Tar del Lecce, interpellato dalle Associazioni animaliste, censurò l’Ordinanza del Sindaco si San Vito dei Normanni, che vietava di sfamare gli animali che giravano in città. Allo stesso modo, nel 1997, “il Consiglio di Stato in sede consultiva, su un ricorso straordinario al Capo dello Stato analogo alla controversia in questione, ha precisato che nessuna norma di legge fa divieto di alimentare gli animali randagi nei luoghi in cui essi trovano rifugio. Inoltre, il divieto di deporre alimenti per la nutrizione dei randagi o che comunque vivano in libertà contrasta con l’articolo 2 della legge 281/91”.

Per Enrico Rizzi, come effetto del provvedimento, potrebbero sorgere anche dei problemi di natura etologica. “In qualche maniera quei cani vengono sfamati – riferisce Enrico Rizzi – senza più il cibo cercheranno di unirsi ad altri cani per la ricerca di nuovi luoghi ove potere mangiare“. In sintesi, il Sindaco dovrà prima o poi provvedere con il rischio, tra l’altro, che possano amplificarsi i problemi di convivenza.

Forse, viene riferito anche in loco, il problema impone una diversa soluzione. In buona sostanza, prescindendo dalla legittimità del provvedimento, il rischio, concreto, è quello di lasciare comunque tutti insoddisfatti: residenti, animali ed animalisti.

Rizzi, però, è incontenibile. “La giurisprudenza amministrativa si è più volte espressa riguardo le cosiddette ordinanze “affama-randagi” sospendendole prima ed annullandole poi in seguito ad appositi ricorsi“.

Rizzi, che annuncia pure denunce nel caso il Sindaco non dovesse provvedere sia al ritiro dell’Ordinanza che a rispondere nei tempi previsti alla sua diffida, vuole comunque “consigliare” il Sindaco: “consiglio infine – dichiara Rizzi – a questo signore di consultarsi con i suoi colleghi di Campobasso,Monte Procida,Vico Equense e Brindisi che di recente si sono visti sospendere le loro Ordinanze anti-randagi, obbligando i propri concittadini alle inutili spese processuali“.

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