GEAPRESS – Ciliegia e’ una lupacchiotta randagia di due anni che viveva in un centro alla periferia di Kiev con il suo branco. Ciliegia era una giovane mamma felice che accudiva i suoi sei cucciolotti  con amore, con l’amore di una mamma randagia che ha un motivo in piu’ per proteggere la sua prole, viveva in strada.

Un giorno si accuccio’, come al solito, vicino ad un chioschetto, qualche umano buono gli aveva messo per terra una scatola di cartone dove lei si era accovacciata all’interno con i suoi piccini. Molte persone lo fanno qui in Ucraina, sopratutto ai mercati.

Mentre allattava i suoi piccolini, vedeva gli altri randagi del branco intorno intorno a lei che  giocavano, chi invece si era sdraiato a riposare e chi invece annusava gli odori circostanti. Come tutti i giorni. Ma quello, non lo sapeva ancora, sarebbe stato un giorno che le avrebbe cambiato la vita.

Ad un tratto senti’ dei forti rumori provenire dalla strada, alzo’ il suo musino oltre il bordo della scatola di cartone e vide con orrore degli umani che, con dei grossi bastoni che facevano rumore, abbattevano ad uno ad uno i suoi compagni, sentiva dei guaiti terribili e intanto scorgeva delle grosse macchie rosse che bagnavano la terra intorno ai randagi che erano per terra e non si muovevano piu’.

Guaiti e risate umane … fortissime e la testa le scoppiava.

Si accuccio’ sopra i suoi cuccioli per ripararli, sperando che gli uomini non la vedessero e invece vide un’ombra che si allargava sopra di lei e poi senti’ dei boati e del ferro caldo che le si conficcava nelle carni. Ciliegia non si mosse, gli uomini, credendola morta purtroppo la spostarono e scorsero i suoi sei piccolini e iniziarono a sparare a quelle piccole creature innocenti, ridendo ed emettendo suoni dalla bocca che lei non comprendeva, cerco’ di buttarsi sopra i corpicini dei suoi bambini, ma un umano gli diede una bastonata in testa e perse i sensi.

Quando si risveglio’ si ritrovo’ in un posto strano, con le pareti lisce e c’era un odore stranissimo che non conosceva, tento’ di alzarsi ma con stupore si accurse che non riusciva a muovere le zampe posteriori, le guardo’ ma sembravano come fossero morte. Si guardo’ intorno disperata, cercando i suoi sei cuccioli, ma non vide nessuno, allora inizio’ ad abbaiare, chiamandoli, ma non ci fu risposta, tento’ di sollevarsi e di uscire da quella gabbia ma non riusciva e Ciliegia inizio’ a piangere.

Cosi’ ho immaginato la storia di Ciliegia, se lei potesse raccontarla.

Io ho visto Ciliegia in ospedale perche’ mi chiamarono dei volontari che la trovarono in strada ferita e con i suoi cuccioli morti, come il resto del suo branco, della sua famiglia. Quando entrai in quella stanza , con quegli odori forti di disinfettante, la vidi, era nella gabbia e stava seduta sulle zampe posteriori ma si vedeva che faticava molto.

Appena aprii la gabbia, Ciliegia con uno sforzo enorme, striscio’ fuori e tento’ di andare a vedere se nelle due gabbie vicino ci fossero i suoi cuccioli, i suoi occhi erano terrorizzati ma anche rassegnati, poi si giro’ e ritornò faticosamente verso la sua gabbia.

Provai subito un senso di impotenza verso quell’esserino che dolorante e faticando, a testa bassa, ritorno’ nella gabbia e si sdraio’, strisciando, sulla stuoia che i medici le avevano messo per terra.

Mi avvicinai e mi chinai verso di lei, sentendomi in colpa da umano, mi sentivo complice di quei miei simili che avevano compiuto questo scempio. Lei, con la testa bassa, mi guardava, ma era uno sguardo rassegnato e i suoi occhi era come mi chiedessero: perche’ ???

Gia’ perche’ Ciliegia ???
Anch’io non so rispondere a questa domanda, anch’io mi chiedo perche’ al mondo c’e’ gente cosi’ cattiva, perche’ ci sono persone che si arrogano il diritto di togliere la vita ad altre creature innocenti solo perche’ si sentono onnipotenti, ma sono solo dei falliti che sfogano le proprie frustrazioni su povere creature indifese, colpiscono sempre a tradimento e si muovono sempre in gruppi perche’ da soli hanno paura. Anche loro si muovono in branco, ma loro, a differenza degli animali, sparano.

Ho preso in cura questa creatura per cercare di farle capire che non tutti gli uomini sono cattivi, c’e’ voluto un po’, ma ora si fa accarezzare e accetta la mia presenza quando vado in ospedale a trovarla. Ci sono, invece, randagi che non si riprenderanno piu’ e se ne staranno rintanati in un angolo della stanzina dell’Ospedale perche’ hanno paura e se un umano si avvicina iniziano a tremare, raggomitolandosi in un angolo, come per cercare una difesa.

Ciliegia, con pazienza ha superato questo trauma, anche se porta ancora all’interno del suo corpo due proiettili, quello attaccato alla spina dorsale ha fatto piu’ danni. Qui non se la sentono di operarla.

Un giorno mentre la stringevo e l’accarezzavo le feci una promessa: “Ciliegia, tu uscirai di qui.”

E’ difficile fare uscire un cane dall’Ucraina, li ammazzano ma se tu li vuoi portare fuori ti rendono la vita complicata e Ciliegia era anche a rischio sopressione perche’ qui i randagi non vengono considerati molto, pensate un randagio in queste condizioni, e poi volontari non hanno soldi per curarli tutti. Allora dissi ai veterinari che me ne sarei occupato io, pagando tutto quello che c’era da pagare, l’importante era lasciarla in pace e cosi’ e’ stato.

Quando iniziai a fare delle interviste per la tv, precisamente per Rai 2, diedi come documentazione il video di questa cagnolina magrina e con il pannolone , che strisciava per terra, ma a modo suo sorrideva.

Quando venne mandato il servizio al Tg 2, una ragazza di San Giovanni in Persiceto in provincia di Bologna, la noto’ e si innamoro’ di questa lupacchiotta sfortunata. Mi contatto’ tramite la mia pagina e mi scrisse: io vorrei adottare Ciliegia, ho capito appena l’ho vista in tv che voglio occuparmi di lei e farla tornare a vivere. Cristina Anteghini, mi chiamo’ molte volte e le promisi che avrei fatto il possibile per portarle Ciliegia.

Ciliegia e’ pronta ora per il suo viaggio in Italia fuori dall’orrore di questo olocausto animale, sara’ la prima ad uscire dall’Ucraina , sara’ la prima randagia ad assaporare la gioia di avere una famiglia, una famiglia che prima era il suo branco, che la proteggeva, ma che contro la crudelta’ dell’uomo non ha potuto fare niente.

Sono felice di riuscire ad esaudire questo mio desiderio e credo anche suo, la portero’ in auto, perche’ in aereo la vogliono mettere in stiva e io, invece , la voglio vedere ogni secondo del suo viaggio verso…la vita.
Saranno piu’ di 2.300 km emozionanti e faticosi, ma lei ha gia’ sofferto troppo e non puo’ essere messa in una stiva come fosse un pacco o una valigia, non lo merita. Me la voglio coccolare fino a quando la consegnero’ alla sua nuova e prima mamma umana. Almeno a lei voglio dimostrarle che l’uomo sa anche essere buono e che nel mondo non ci sono solo orchi cattivi .
Entro il 15 maggio sara’ in Italia, quindi…Cristina stiamo arrivando.