GEAPRESS – Spostamenti di cani e di gatti, fino a 200.000 all’anno. Questo, secondo l’Associazione Animalisti Italiani, sarebbe l’entità di un intenso traffico, o forse commercio, di animali che dall’Italia vengono inviati verso vari paesi dell’Europa centrale. Germania ma non solo. Richiamando una denuncia tempo addietro avvalorata dallo stesso Ministero della Salute, Animalisti Italiani ricorda anche il caso di Olanda, Svizzera, Austria e Belgio. Più di recente anche i paesi dell’est Europa.

Spostamenti che possono senz’altro riguardare sincere adozioni ma dietro i quali non vi è si alcuna garanzia legislativa. Il sospetto, pertanto, è che tali animali possano essere destinati ad una brutta fine, ivi compreso lo spettro della vivisezione. Per questo Animalisti Italiani ed UNA hanno presentato stamani una proposta di legge accompagnata ad una petizione che si propone di mettere uno stop a tali traffici.

Tre i punti salienti. Vietare le adozioni internazionali in particolar modo laddove non esistono condizioni di reciprocità, intenti condivisi e garanzie sulla rintracciabilità degli animali. Regolamentare e controllare gli spostamenti di animali da una regione italiana all’altra, introducendo l’obbligo di tracciabilità e verifica ed infine valutare l’opportunità di introdurre il sistema del microchip anche per i gatti, in particolare per le cosiddette “colonie feline”.

Secondo il movimento UNA è provato come le bestiole, una volta arrivate nei paesi destinatari, vengono ceduti al prezzo di 300-400 euro che viene fatto passare come “donazione”. Il tutto nel pressoché totale disinteresse della Autorità preposte tra le quali quelle sanitarie. Alcuni Veterinari ASL, ad esempio, vennero coinvolti nelle indagini relative al ritrovamento, nel 1996, di un furgone pieno di cani destinato alla Germania. Un giro, quello dei cani e gatti destinati ad altri paesi europei che potrebbe coinvolgere diversi milioni di euro.

Dossier e petizione, sono disponibili nel sito di animalisti italiani www.animalisti.it

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