GEAPRESS – Un buon modo per festeggiare “leggi più che maggiorenni”, infatti il prossimo 14 agosto la L.Q. 281/91(la Legge quadro nazionale relativa al benessere dei cani e gatti randagi e alla lotta al randagismo) compie 21 anni ed il 25 gennaio scorso la Legge Regionale Basilicata 6/93 (Legge di applicazione della 281/91) ne ha compiuti 19.

E non solo … si è anche tenuto conto della Circolare del Ministero della Salute n° 5/2001 (Attuazione della L.Q. 281/91)! Circolare fino ad ora bistrattata e mai presa in considerazione da chi, localmente, “leggi e norme” le dovrebbe applicare e far rispettare.

La Giunta Regionale della Basilicata con una Delibera, la n° 749 del 12.06.2012 resa pubblica solo in questi giorni , ha finalmente accolto le istanze degli animalisti che operano sul territorio: è stato predisposto un programma di sterilizzazione chirurgica su vasta scala, è stata riconosciuta la figura del cane libero accudito, quindi il carcere a vita per i randagi, da oggi in Basilicata, si può evitare.

Negli anni novanta, tra il 1994 e il 1998, grazie alla battaglie degli animalisti locali e … ad un Sindaco illuminato, il professore Mario Manfredi, a Matera Città si operava proprio così: sterilizzazioni (randagi liberi, randagi ristretti nel canile, cani delle “masserie”, cani padronali), riconoscimento della figura del cane di quartiere (istituito con Ordinanze sindacali) ed un piccolo canile usato come day-hospital, si era arrivati ad un buon risultato poi invalidato dalle sconsiderate scelte successive: tutti in galera, mega-canile comunale, gara d’appalto che sfiora i novecentomila euro l’anno.

Nella “Campagna regionale di sterilizzazione cani randagi. Anni 2012 – 2013. Lotta al randagismo” sono coinvolti la Regione Basilicata (Ufficio Veterinario), le ASL (Servizi Veterinari – Area “C”) i Medici Veterinari liberi professionisti, l’Istituto Zoprofilattico di Puglia e Basilicata (sezioni di Potenza e Matera); ma anche i Comuni, le Associazioni di Volontariato e i Volontari riconosciuti dai Comuni, i gestori dei canili.

La Regione Basilicata, tramite la sua Giunta, ha “considerato che l’assenza di strutture e/o fondi sufficienti ha, di fatto, limitato la costruzione di o il riattamento di canili sanitari e di rifugi per cani, determinando la mancata applicazione della norma, non esistendo in Regione Basilicata, canili strutturalmente adeguati per ospitare randagi tutta la vita“; ha “considerato che al momento, sono funzionanti 19 canili, di cui 4 completati ma non ancora in attività mentre sono in fase di realizzazione altri 2 canili, strutture non uniformemente distribuite sul territorio regionale“; ha “ritenuto necessario adottare una nuova strategia che veda accanto alla costruzione dei canili anche un programma di sterilizzazione su vasta scala e, ove sia possibile, la reimmissione sul territorio dei cani randagi sterilizzati, identificati come <cane di quartiere>“…gli animalisti lo dicono dal 1991!

Per avvalorare il tutto la DGR richiama la Circolare del Ministero della Salute (ora Sanità) n°5/2001, ribadisce e fa proprio anche il fatto che il tutore del cane di quartiere non si deve attribuire l’onere della responsabilità della “proprietà” del cane, intesa come responsabilità civile, ma solo l’onere del mantenimento e cura come alimenti ed alloggio di fortuna.

Il cane di quartiere è “quell’animale che vive in un caseggiato, rione o quartiere nel quale 1)Volontari regolarmente iscritti ad associazioni protezionistiche degli animali, riconosciute a livello nazionale e/o regionale, 2)Volontari appositamente individuati dai Comuni e coordinati da un tutore, dichiarino di accettare l’animale e provvedano a fornirgli mantenimento, assistenza e quant’altro necessario al suo benessere nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge in materia“.

Il riconoscimento del cane di quartiere deve essere deliberato di volta in volta con apposita Delibera.

I Volontari delle Associazioni riconosciute, finalmente, possono partecipare a tutto (di fatto lo fanno già, ma senza alcun riconoscimento, se non addirittura osteggiati): individuazione dei cani, come censimento e accalappiamento finalizzato alla sterilizzazione, gestione delle degenze pre e post-operatorie, tutori dei cani di quartiere…un bel freno al business del randagismo, non c’è che dire!

I numeri della Delibera
232.068,66 gli euro stanziati dalla Regione assegnati alle ASL di Matera e Potenza, di questi 180.000,00 per pagare le sterilizzazioni; almeno 2000 i cani da sterilizzare su una popolazione stimata di 5000.
Per le 2000 sterilizzazioni son previsti dei rimborsi per le ASL, pari al 50% delle sterilizzazioni effettuate, e convenzioni con Veterinari liberi professionisti: 50.000,00 euro alle ASL, 130.000,00 ai Veterinari privati. Le somme indicate per le sterilizzazioni sono comprensive delle spese di accalappiamento e degenza.

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