Soccorrere un randagio: un’Odissea!
GEAPRESS – Estate tempo d’abbandoni, ma anche di uomini e donne di buona volontà che lavorano il doppio, il triplo per la tutela dei randagi o dei gatti delle colonie feline. Al “normale” cittadino tutta la mole di lavoro “on the road”, e di fatica per dialogare con le istituzioni, latitanti e renitenti, è sconosciuta. Ma, se mosso a com-passione nei confronti di un animale abbandonato e/o in difficoltà, al cittadino “normale” si apre un mondo impensabile.
In Italia ci sono le leggi (sulla carta); ci sono i presidi veterinari (sulla carta) alcuni aperti H24 (sempre sulla carta); le reperibilità, per il soccorso veterinario, sono retribuite ed i numeri di telefono diffusi alle Forze dell’Ordine; eppure, se troviamo un cane o un gatto in difficoltà e ce ne vogliamo interessare inizia il balletto dello scarico di responsabilità; se poi il malaugurato giorno è festivo o se si sono superate le ore cinque pomeridiane il balletto diventa un salto mortale.
Due casi sono arrivati alla ribalta della cronaca, entrambi raccontati da cittadini esterrefatti dall’incuria dimostrata dalle istituzioni. A Roma e a Termoli(CB).
Ferragosto, randagio mio non ti conosco: questo potrebbe essere lo slogan di molte amministrazioni, anche se per alcune andrebbe esteso a tutto l’anno!
Ferragosto. Al Quartiere Tuscolano di Roma, a prim’ora, un cittadino si imbatte in un cane di piccola taglia che vaga spaventato, decide di contattare il numero verde del Campidoglio. La risposta è a dir poco sconfortante: “Entro le ore 21.00 verranno a controllare, i Vigili urbani sono stati allertati, ma i canili sono chiusi“. CHIUSI. Anche i Vigili, chiamati successivamente, non sono di nessun aiuto, loro non fanno servizio antirandagismo, per quello ci sono i canili. Che sono CHIUSI.
Molto simile, ma con l’aggravante del maltrattamento, la storia di Termoli (CB), anche se qui non si tratta di un randagio, ma di un cane padronale detenuto in un recinto di dimensioni ridottissime. Il cane, che è un cane da caccia, vive tutto il giorno solo con sè stesso, riesce ad uscire qualche volta dal recinto allorquando gli viene portato il cibo. La sera in questione, ovvero l’11 agosto scorso, il cane rientra dalla passeggiata “rubata” zoppicando e guaiendo in maniera disperata, dopo un po’ non riusce neppure a stare in piedi.
Alle rimostranze del cittadino, che minacciava di chiamare i Carabinieri se il cane non fosse stato soccorso, il proprietario ha versato un po’ di alcool denaturato sulla zampa ferita del cane, quindi lo ha trascinato in un box sotterraneo: i latrati disperati non si sentivano più.
Il cittadino non vedendo arrivare nessun soccorso veterinario, che il proprietario del cane aveva assicurato, ha chiamato i Carabinieri: gli hanno detto di chiamare la Polizia municipale, questa ha suggerito di chiamare la ASL. Alle nove di sera? Ovviamente alla ASL non ha risposto nessuno. Morale: la mattina seguente il cane ancora guaiva disperatamente!
Chi è pratico del “balletto istituzionale dello scaricabarile” sa che se si vuole soccorrere un randagio “subito” è meglio chiamare il proprio veterinario di fiducia, pagandolo di tasca propria. Ma per il cittadino comune, per il turista non pratico della zona, questo è impensabile. E fondamentalmente non è giusto!
Il Servizio pubblico c’è (sulla carta) e noi vogliamo farlo lavorare “realmente”.
Serve un passaparola: tutti i Servizi veterinari ASL devono fornire a tutte le Forze dell’Ordine l’elenco completo delle reperibilità dei veterinari, dipendenti dell’Azienda, che ci sia o meno un presidio veterinario aperto.
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e’ proprio un balletto dello scarica barile!!!onestamente gli animali che ho soccorso per strada ho imparato ad arrangiarmi!!
buona domenica marcella ed elisa e grazie per il lavoro che state facendo!!!
Ogni ospedale ha il nominativo e il cellulare del veterinario nei festivi e h24.Spesso le forze dell’ordine non ne sono a conoscenza,ma basterebbe telefonare al pronto soccorso dell’ospedale piu’ vicino.Bisogna finirla di demandare tutto ai volontari che quando possono si fanno in quattro per salvare un cane mentre le istituzioni latitano e i canili sono chiusi,assurdo……..ma purtroppo e’ la triste realta’
Sì..ci arrangiamo…ma NON E’ GIUSTO !!!!!!!
idem nel territorio del basso salento per quanto riguarda le amministarzioni che rimandano sempre ai pochi volontari e poi invece di ringraziarti sarcasticamente ti dicono :” sei tu che vuoi farlo”. meglio sta funzionando per le chiamate del vet reperibile , ma solo dopo che si è innescato la minaccia di denuncia per omissioni. Per anni hanno fatto i furbi , prendersi la reperibilità ma poi starsene comodi a casa. La pacchia è finita, tuttavia alcune resistenze ci sono ancora. isogna allor asempre interpellare i carabinieri e se loro si rifiutano allora procedere anche per loro. Questi sono i nostri diritti.
ma ce la vete fatta a soccorrerlo?
se la risposta è no, dove sta quel cucciolo?
io vorrei andare li, far arrestare il suo padrone ed prendermi il cucciolo,voglio SALVARLO!
Altro esempio di “privato-fai-da-te”:
estate 2010, ritrovamento di una cagnetta di soli 4mesi abbandonata in un agriturismo sardo (e non gradita al proprietario…).
Inizia il “balletto” tra vigili (menefreghisti), canili locali (al completo), associazione animalista (in piena emergenza estiva), asl (scarica barile), strutture e soggetti privati (avidi), veterinaria (molto disponibile): un incubo!
Primo intervento: l’associazione chiama le guardie zoofile dopo 1settimana dalla segnalazione. La cagnetta viene messa.. in una lista! (ma la situazione non è rosea: i turisti tornano a casa, il posto non è adatto alla cagnetta -è nutrita di avanzi in modo saltuario da una collaboratrice della struttura-, non ci sono volontari che controllino la sua salute).
Secondo intervento: dopo 10 giorni dalla visita delle guardie, un’altra associazione trova un box libero.
La cagnetta viene adottata a distanza e si cercano i vecchi padroni tramite volantini.
Terzo intervento: dopo 5 mesi di canile (microchippatura, sterilizzazione, libretto sanitario ed educazione), la cagnetta va in adozione al Nord con conseguente viaggio sponsorizzato da raccolta collettiva (viaggio cagliari-sassari, nave sassari-genova, viaggio genova-famiglia). Vacanze rovinate ma storia a lieto fine!
La domanda (molto ingenua) è: ma le istituzioni dove sono??? perchè non aiutano???
dobbiamo sempre far conto che le istituzioni non ci siano – purtroppo! di certo se portiamo il nostro cane a spasso e non raccogliamo, sono pronti a farci una multa salata!