GEAPRESS – Oggi il corriere di ragusa.it diffonde la notizia di un increscioso episodio occorso ad un cittadino. Anzi, ancor di più che a lui ai sette cuccioli trovati in strada. La ditta che gestisce il canile in concessione con il Comune, dichiara al cittadino che il Sindaco, con apposita Ordinanza, ha stabilito il ricovero solo per i cani pericolosi. Esclusa la figura del “cucciolo pericoloso” deve dedursi che il Comune non intende proprio soccorrerli. Questo, dicono alla ditta, anche se si prova a chiamare (come comunque dovrebbe farsi) la Polizia Municipale. Per fortuna i sette cuccioli vengono accuditi sebbene due muoiano. Il cittadino è riuscito poi a trovare una sistemazione presso un canile privato di …. Cuneo (!). Ovviamente tutto a proprie spese. Pochi giorni addietro undici cuccioli erano morti di freddo, proprio a Ragusa. Chissà se anche in quel caso era stato chiamato il canile per i pericolosi. Ma i randagi non sono compito dei Comuni?

Un’altra vicenda è invece occorsa a Castelvetrano (TP) dove un cittadino trova un cucciolo abbandonato innanzi il cancello della sua proprietà. Lo prende, fornisce i primi soccorsi e si mette in contatto con il gestore del canile comunale. Anche qui viene fornita risposta analoga a Ragusa.
Spiacenti, ma se non hanno sei mesi non possiamo intervenire.
Il cittadino rimane di stucco e prova a parlare con uno dei responsabili, il quale però aggiunge che anche nel caso venisse contattata la Polizia Municipale (… come a Ragusa) non possono provvedere al ricovero, essendo la struttura sprovvista della nursery. C’è una soluzione: badi lui al cagnetto. Pazienza. Escludendo che sia un dispetto del gestore, ma una mancanza nella convenzione, viene da chiedersi cosa un Comune intenda per cane randagio. Se cioè debba intendersi attenzionabile una tipologia di cane, e non il cane in quanto tale. E se cucciolo? Ovvero da tutelare maggiormente? Può crepare in strada. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).