GEAPRESS – Dal Comune un’Ordinanza vessatoria, per i cani ed i loro amici a due zampe. Certamente “ordinare” la raccolta degli escrementi dei quattrozampe condotti a passeggio è una norma “dovuta” e “da pretendere”, la pacifica convivenza è data dalla somma degli atti di rispetto reciproco.

Andrebbero ordinate, però, anche le raccolte coatte dei mozziconi di sigarette, delle terribili gomme da masticare (che appestano ben più di una fatta di cane).

A tutti i trasgressori (cacche, cicche, ciclets) vanno “affibbiate” sanzioni.

A Santeramo il Sindaco, invece, firma un’Ordinanza veramente vessatoria e …visto che ci siamo… impone l’obbligo contemporaneo di guinzaglio e museruola, tutti e due i mezzi di contenzione ovunque. Ma allora perché la norma nazionale (DPR 320/54 e seguenti) fa la distinzione tra il “luogo pubblico” e la “pubblica via”? Forse il legislatore amava complicare ed ingarbugliare la legge, solo per il gusto di farlo…o c’è una distinzione tra le due definizioni di luogo?

Una volta raccolti gli escrementi (e ripetiamo, con o senza Ordinanza è un atto di civiltà dovuto!) i cittadini di Santeramo, però, non possono usare i cestini portarifiuti per conferire il sacchettino. Ci dica il Sindaco dove, a Santeramo, si conferisce un rifiuto!

Gli spazi verdi in Città sono pochissimi e sono tutti vietati non solo ai cani, ma anche ai cittadini umani che li hanno adottati a meno che non lascino il loro cane a casa.

Le adozioni a Santeramo son difficili, veramente difficili, restringere le possibilità di condivisioni di spazi (e tempi) tra umani a due zampe e non umani a quattro zampe aumenta solo le…possibilità di abbandono!

Mariella Digirolamo, sempre in prima linea in difesa dei randagi, Presidente della locale sezione dell’A.N.P.A. sulla questione è categorica.

Commentare tale ordinanza serve a poco – ha dichiarato la Digirolamo – Ci riserviamo come A.N.P.A. azioni legali in merito Da una politica da anni completamente disattenta ai bisogni reali della collettività ed alle esigenze del territorio e che ha inteso affrontare il randagismo con la sola e mera cattura degli animali, dimenticando che la legge indica modalità di intervento mirate alla prevenzione (censimento della popolazione canina, anagrafe, sterilizzazione, microchippatura di tutti i cani) che, se fossero state adottate avrebbero già completamente risolto il vergognoso fenomeno degli animali randagi abbandonati ; un tale atto amministrativo, in diversi punti illegittimo ( obbligo di museruola, mancanza di spazi dedicati ecc) che tende a colpire i possessori di animali e che incentiva gli abbandoni, altro non è che un elemento di continuità con il vecchio con l’aggravante del perseverare diabolicum. Invitiamo tutti i possessori di cani e non – ha concluso Mariella Digirolamo – ad inviare mail di protesta nei confronti del Sindaco di Santeramo in Colle“.

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